Nuovo ponte Belvedere: in due anni solo promesse

31 Dicembre 2022

Dal dibattito (ristrutturare o ricostruire?) agli intoppi, le tappe dell’incompiuta E l’ultimo annuncio ipotizzava l’avvio del cantiere entro la fine di quest’anno

L’AQUILA. Il taglio del nastro al cantiere non s’è visto neanche stavolta. Eppure l’ultimo annuncio sull’avvio della costruzione del nuovo ponte Belvedere ipotizzava dicembre 2022. Il mese che finisce oggi. Del resto, di promesse per rifare il cavalcavia che passa su via Fontesecco, agli aquilani ne è stata fatta più d’una. A partire da quando, un paio d’anni fa, s’è deciso d’imboccare definitivamente la via della demolizione e ricostruzione. A metterci la faccia, spesso incalzato dalla minoranza, è stato a più riprese Raffaele Daniele, riconfermato vicesindaco di Pierluigi Biondi dopo le ultime comunali, da dove è uscito come candidato consigliere più votato, e che da assessore, tra le varie deleghe, gestisce quella alla Ricostruzione.
L’IpotesI RISTRUTTURAZIONE
Che il ponte va ricostruito ex novo è idea recente. Da quando è stato chiuso dopo il terremoto del 2009, e almeno fino all’estate del 2020, il vecchio viadotto rimane in bilico tra ristrutturazione e demolizione. Oltre undici anni di dibattiti, prese di posizione e scontri politici. Nell’ottobre 2012, infatti, l’assessore alla Ricostruzione della giunta di Massimo Cialente, Pietro Di Stefano, propone un concorso internazionale per restaurarlo e dargli un nuovo look. Nel settembre 2013, con l’assessore ai Lavori pubblici Alfredo Moroni, ne viene testata la tenuta in vista della ristrutturazione. E nel febbraio successivo le prove di carico dicono che il ponte è in buona salute. Così a inizio 2016 la giunta approva una delibera, proposta dall’assessore alla Ricostruzione Maurizio Capri, che per il consolidamento prevede una spesa di circa un milione e 300mila euro. I milioni necessari diventano due nel dicembre 2017, quando il sindaco è Biondi e la sua giunta si orienta verso la sostituzione della campata esistente con una nuova in acciaio e calcestruzzo.
LA DECISIONE DI RICOSTRUIRE
Daniele diventa “uomo del ponte” a fine 2019, quando da assessore alla Ricostruzione scarta l’ipotesi portata avanti dal suo predecessore, Guido Quintino Liris, oggi senatore. Inizialmente Daniele punta su un project financing. In ogni caso, quando a gennaio viene messo in sicurezza, il destino del ponte non è ancora deciso, tanto che Giustino Masciocco, consigliere di Articolo 1, propone un referendum cittadino per scegliere se ristrutturare o ricostruire. Intanto per il progetto di finanza si fa avanti la Unirest, ma viene scartato dal Comune nell’estate 2020. Sono i giorni in cui termina la diatriba tra “ristrutturazionisti” e “ricostruzionisti”: si decide che il cavalcavia fa rifatto seguendo le indicazioni di un archistar, Volkwin Marg, che disegnerà per L’Aquila una struttura in ferro con un grande arco e quattro piloni.
LA PRIMA PROMESSA
Il Comune però “mette alla porta” Marg e tira fuori il progetto della Breng Bridge Engineering, che ha già messo le mani sul ponte Flaiano di Pescara: il nuovo Belvedere farà parte di quella famiglia, sarà “strallato”, alla moda insomma, costerà 4,8 milioni e sarà costruito in 8-9 mesi. Da quando? A marzo 2021 Daniele fa una promessa in sede istituzionale. Rispondendo a un’interrogazione di Paolo Romano, consigliere di Italia viva (oggi L’Aquila nuova, ndr), dice, comunque con la dovuta cautela, che sarà pronto entro il 2021.
GIÙ IL VECCHIO PONTE
Mentre si immagina il nuovo, si sbrigano le pratiche per demolire il vecchio. Da fine agosto 2021, un pezzo alla volta, viene smantellato il cavalcavia ultimato nel 1966. E a metà del gennaio scorso Daniele dichiara: «Non c’è alcun motivo per cui il nuovo ponte Belvedere non possa essere pronto per il prossimo mese di maggio». Tra l’altro sta entrando nel vivo la campagna per le Comunali: che per Biondi e Daniele significherà riconferma trionfale. Il nuovo cavalcavia è un cavallo di battaglia, e il vicesindaco, che gli piaccia o meno, si ritrova cucito addosso il nomignolo di “uomo del ponte”: «Se tutto andrà secondo i programmi», afferma nel maggio scorso, «nell’autunno prossimo si potrà camminare sul nuovo ponte Belvedere».
L’ULTIMO ANNUNCIO
Viene presentato anche il progetto esecutivo. Ma dopo il trionfo del centrodestra nelle urne, il ponte nuovo resta confinato nel terreno dello scontro politico. Fa periodicamente capolino nelle sedi istituzionali, come a ottobre in commissione garanzia, quando Daniele butta lì un’altra ipotesi: duecento giorni di lavori a partire da dicembre. Che sarebbe poi il mese che finisce oggi. Ma l’ultimo cantiere inaugurato in città è per l’ascensore tra viale Rendina e il terminal bus. Il 2023 sarà l’anno buono? Può darsi: prima o poi una promessa dovrà pur essere mantenuta.
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