Nuovo ponte Belvedere, rallentano ancora i lavori

Problemi dovuti alla resistenza del cemento del vecchio viadotto da demolire Si rischia un altro allungamento dei tempi e i residenti protestano per i disagi
L’AQUILA. Si lavora da giorni nella parte alta di ponte Belvedere, su viale Giovanni XXIII. Possenti mezzi sono in azione per demolire quel poco che resta del vecchio ponte in cemento armato: una spalla che sembra difficile da buttare giù.
I DISAGI
Il lavoro, infatti, pare richiedere più tempo del previsto, proprio a causa della resistenza del cemento. Una situazione che crea non pochi disagi anche ai residenti della zona, costretti a fare i conti con rumori continui, polvere e preoccupanti vibrazioni del terreno, e che torna a sollevare vecchi dubbi sulla necessità di abbattere e ricostruire un ponte il cui calcestruzzo sembra ancora molto resistente.
I TEMPI
L’altra preoccupazione riguarda i tempi di realizzazione del nuovo ponte strallato, che rischiano di allungarsi a seguito delle difficoltà incontrate in questa fase. L’obiettivo è chiudere il cantiere entro fine anno, archiviando definitivamente i ritardi accumulati nel tempo. Dopo la demolizione del ponte, terminata a maggio 2022, infatti, il 6 settembre 2022 il Comune ha affidato a una ditta privata specializzata il compito (che avrebbe dovuto avere una durata di 30 giorni) di verificare il progetto del ponte, proprio per velocizzare la tempistica di realizzazione. Si tratta della Bureau Veritas di Milano, organismo di ispezione accreditato, che ha vagliato il progetto del nuovo ponte al costo per il Comune di 34.257 euro Iva inclusa.
IL PROGETTO
I rapporti intermedi della società, tuttavia, hanno costretto a rivedere il progetto iniziale, curato dalla Belvedere Scarl (a cui è stata assegnata anche la realizzazione dell’opera), a causa di diverse prescrizioni. L’ok definitivo al nuovo progetto è arrivato, infatti, solo a maggio scorso, dopo otto mesi dal primo incarico, mentre i lavori sono cominciati a ottobre. Il nuovo ponte Belvedere sarà quindici metri più lungo rispetto al primo progetto (a causa di modifiche «impreviste e imprevedibili» secondo i progettisti) e anche per questo motivo costerà quindi circa 870mila euro in più.
I COSTI
Si è passati infatti da un importo previsto di poco più di 5 milioni a oltre 6. Il progetto porta la firma delle imprese aquilane Taddei spa e Todima srl, che hanno presentato una proposta con Integra del professor Marco Petrangeli e con Casarchitettura, amministrata dall’architetto Luca Carosi. Per il momento le opere hanno interessato prevalentemente la base del ponte, quella nella zona di Fontesecco, ma da qualche giorno si sono spostate sulla parte superiore: quella che ricade su viale Giovanni XXIII appunto, su cui insistono diverse palazzine, tutte abitate.
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