Nuovo volto alla statua sfregiata dal sisma

Il San Leonardo (protettore dei carcerati) prima del terremoto si trovava al Castello, ora è al Munda di Borgo Rivera
L’AQUILA. È tornata all’Aquila, dopo essere stata restaurata e conservata per anni a Celano, la scultura lignea dipinta e dorata, di epoca medievale, raffigurante San Leonardo, esposta prima del terremoto all’interno del Castello Cinquecentesco.
La statua, che nella notte del 6 aprile 2009 cadde rovinosamente sul pavimento, riportando numerosi danni, soprattutto al volto, è esposta da qualche giorno al Munda (Museo nazionale d’Abruzzo), nella zona delle 99 Cannelle, al posto della Madonna di San Silvestro temporaneamente a Trevi per la mostra “Capolavori del Trecento”.
Il San Leonardo, appartenuto all’omonima confraternita che aveva sede in centro storico, alle spalle dell’abside della chiesa di Sant’Agostino, dove sorge il palazzo della Provincia, ha un particolare significato simbolico.
Fin dal XIV secolo, la confraternita intitolata al santo protettore dei carcerati, una delle più antiche della città, si occupava dell’assistenza ai detenuti bisognosi. I confratelli raccoglievano elemosine, distribuivano il pane, assistevano i carcerati quando si ammalavano, si occupavano delle esequie dei morti in prigione, che venivano inumati nella “grotta” dell’oratorio, in una sepoltura a essi riservata e, in alcuni casi, si prendeva cura anche dei figli dei detenuti maggiormente in difficoltà. Proprio il bambino raffigurato insieme a San Leonardo, infatti, potrebbe rappresentare il piccolo figlio di un detenuto.
La scultura, di grande importanza artistica, è stata restaurata dopo il sisma dalla ditta Ambra restauri di Napoli grazie alla sponsorizzazione della Cassa di risparmio di Asti insieme ad altri due capolavori dell’intaglio ligneo: il Sant’Eutizio e la Madonna di Barisciano esposti dal 2015 nella stessa sala del museo dopo aver partecipato alla mostra “Dopo il restauro” allestita nel castello Piccolomini di Celano.
«Il nostro pubblico ammirerà incantato questa eccellente testimonianza della stagione medioevale che in Abruzzo si è espressa con una produzione artistica che non conosce paragoni in altre aree dell’Appennino», sottolinea Lucia Arbace, direttore del Polo Museale dell’Abruzzo. «Lo attesta anche la decorazione della tonacella del santo realizzata con la tecnica nota con l’espressione spagnola Estofado de oro, applicata precocemente nelle botteghe abruzzesi specializzate nell’intaglio ligneo, come rivela anche la Madonna della Vittoria di Scurcola Marsicana».
Soddisfazione per il ritorno all’Aquila del San Leonardo, invocato dai prigionieri, è stata espressa anche da Mauro Congeduti, direttore del Munda, che ha assicurato: «Anche quando tornerà nel museo la Madonna di San Silvestro, il San Leonardo resterà al Munda. Gli abbiamo riservato, infatti, un altro spazio espositivo, dove sarà possibile ammirare la pregevole fattura della scultura».
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