Obiettivo Grande Marsica I sindaci: «È la sfida futura»

11 Gennaio 2021

Santilli (Celano): «Con il Recovery plan serve la lungimiranza avuta sulla costa» Ciciotti (Capistrello) e De Rosa (Luco): «Solo così rilanceremo il territorio»

AVEZZANO. Sindaci pronti a fare gioco di squadra sotto la bandiera del popolo Marso. L’idea di unire le forze, lanciata dal sindaco Gianni Di Pangrazio al giro di boa dei primi cento giorni di governo ad Avezzano, per chiedere alla Regione un riconoscimento di ruolo come «Ente istituzionale sussidiario» e «recuperare terreno con l’area costiera», conquista consensi unanimi.
«Sono totalmente favorevole al progetto del sindaco Di Pangrazio», sottolinea Settimio Santilli (Celano), «anche in vista delle opportunità col Recovery plan. Dobbiamo farci trovare pronti e avere la lungimiranza avuta sulla costa col progetto Grande Pescara. Come Marsica abbiamo grandi potenzialità di sviluppo agroindustriale, montano e turistico. Gli investimenti sulle infrastrutture saranno il punto cruciale. Saranno fondamentali pure gli strumenti urbanistici per recupero dei centri storici, sviluppo di nuovi insediamenti abitativi e commerciali verso i centri più importanti».
Porte aperte in Valle Roveto. «Uniti si vince. Abbiamo condiviso l’iniziativa del parlamentino dei Comuni già col precedente governo Di Pangrazio», afferma Francesco Ciciotti (Capistrello), «convinti che sia la soluzione ideale per il rilancio del territorio con politiche condivise in ambito agricolo, industriale e turistico». Strada da imboccare pure per Marivera De Rosa. «Se si condividono gli obiettivi», evidenzia la sindaca di Luco dei Marsi, «si può lavorare uniti per avere più forza contrattuale per la valorizzazione del territorio con in testa agricoltura, turismo e aree archeologiche». Sull’utilità di un’azione condivisa «come territorio» concorda il sindaco di Villavallelonga, Leonardo Lippa, «purché si tutelino i piccoli centri nei confronti degli enti superiori, come ad esempio il Parco d’Abruzzo». Per Quirino D’Orazio (San Benedetto dei Marsi) «lavorare per un territorio marsicano unitario, a prescindere dalle bandiere, non può che rappresentare un rafforzamento della compagine, poiché in questi giorni si delineano pure i nuovi assetti nei trasporti. Il nostro territorio, all’interno dell’asse Roma-Pescara, è baricentrico sotto l’aspetto geografico, storico, logistico, commerciale, infrastrutturale: dobbiamo vivere le sfide del futuro con intenti unitari per essere artefici del nostro destino». Per non restare ai margini, quindi, occorre una strategia comune. «L’evoluzione normativa sugli Enti locali, unita alla progressiva diminuzione delle risorse», spiega Pasqualino Di Cristofano (Magliano de’ Marsi), «impone ai comuni una strategia unitaria almeno sui macroterritori. La Marsica, maggior comprensorio per abitanti e impulso economico della provincia, deve assolvere a questi primati mettendo in campo le migliori sinergie tra istituzioni locali in ottica di conservazione e potenziamento delle risorse. Avezzano, capoluogo della Marsica, deve opportunamente avere un ruolo guida». Nessun dubbio per Vincenzo Giovagnorio. «Condivido in pieno con Di Pangrazio», spiega il sindaco di Tagliacozzo, «l’idea dell’unione dei comuni. La sfida dei 37 sindaci che affrontano le sfide di sviluppo e ricostruzione dell’economia dopo l’emergenza sanitaria per il rilancio delle zone interne, va perseguita a ogni costo». L’asse tra sindaci piace alla sindaca di Carsoli. «I comuni», dichiara Velia Nazzarro, «devono ragionare e agire come unico territorio. La nostra forza sarà sicuramente l’unione e la collaborazione globale. Ben venga l’idea di rafforzare il parlamentino dei sindaci superando le anacronistiche divisioni partitiche e di agire all’unisono per la nostra Marsica e i nostri cittadini».
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