Obiettivo zona bianca Ecco le proposte degli esponenti Pd
L’AQUILA. Il Pd aquilano lancia la campagna “L’Aquila zona bianca”. «Non uno slogan, ma un messaggio di futuro», dicono i democratici, che sollecitano l’adozione di alcune «azioni necessarie» a...
L’AQUILA. Il Pd aquilano lancia la campagna “L’Aquila zona bianca”. «Non uno slogan, ma un messaggio di futuro», dicono i democratici, che sollecitano l’adozione di alcune «azioni necessarie» a salvaguardare l’attuale situazione di bassa incidenza del virus nel territorio. A parlare sono la deputata Stefania Pezzopane, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e i consiglieri comunali Stefano Palumbo (capogruppo) e Stefano Albano. Per entrare in fascia bianca, bisogna anzitutto cambiare paradigma di classificazione del rischio, passare a una «zonizzazione provinciale, per evitare che le restrizioni siano applicate su base regionale e quindi anche su territori in cui la situazione è sotto controllo». In secondo luogo va garantito «il potenziamento della capacità di test e tracciamento» e vanno estesi i tamponi «anche ai contatti dei contatti, per interrompere immediatamente le catene dei contagi». Bisogna, inoltre, «coinvolgere l’Università negli studi sulla risposta immunitaria delle persone vaccinate, per avere controllo delle evoluzioni delle varianti». «La zona bianca è un obiettivo raggiungibile», ha affermato Pezzopane, «ma le istituzioni non stanno facendo il loro dovere. Purtroppo, l’Aslè divenuta terreno di scontro politico pesante tra Lega e Fratelli d’Italia». «La Lega», ha sottolineato Palumbo, «ha iniziato la guerra al manager soltanto dopo la mancata conferma di Sabrina Cicogna a direttrice sanitaria. È un fatto che la sanità aquilana, in questi mesi, abbia dovuto soccombere su tutti i fronti. I malati, da Pescara, vengono giustamente ricoverati nel nostro ospedale ma quando sono stati gli aquilani ad aver avuto bisogno di un ricovero, sono stati collocati in condizioni di fortuna nella cappella del San Salvatore o nelle tende ad Avezzano». «L’investimento sull’ospedale Covid di Pescara è stato sbagliato», ha affermato Albano. «C’è stato uno squilibrio tra i diversi territori. Fin dall’inizio avevamo chiesto di spalmare le risorse sui diversi ospedali piuttosto che concentrarle su un’unica struttura». Pietrucci è tornato a attaccare il dg Testa, «un manager completamente scollato dal territorio, che ha fatto fuori in poco tempo due direttrici sanitarie. E così, ogni volta si ricomincia da capo. Testa non comunica con la politica, rifiuta il confronto con i sindacati, si nega persino ai sindaci del territorio». (ro.ciu.)

