Occhi puntati sul servizio di sicurezza
Al momento l’unica indagata per la morte del piccolo Tommaso D’Agostino, con l’accusa di omicidio e lesioni stradali, è proprio la mamma 38enne di nazionalità bulgara che era alla guida della...
Al momento l’unica indagata per la morte del piccolo Tommaso D’Agostino, con l’accusa di omicidio e lesioni stradali, è proprio la mamma 38enne di nazionalità bulgara che era alla guida della Volkswagen Passat Variant, la macchina che aveva parcheggiato con a bordo il figlio 12enne nello spazio interno alla scuola, dove si era recata a riprendere gli altri due figli che erano nell’istituto scolastico di via Salaria antica Est, a Pile.
È stata archiviata, invece, dal procuratore della Repubblica del tribunale per i minorenni, David Mancini, la posizione del ragazzino di 12 anni che, per via della sua età inferiore ai 14 anni, non sarebbe stato comunque imputabile.
La donna è difesa dall’avvocato Francesco Valentini.
Tuttavia, nell’analisi della sicurezza dei luoghi, il consulente nominato dalla Procura dell’Aquila chiama in causa anche altre figure che presto, oppure al momento della conclusione delle indagini da parte della Squadra mobile dell’Aquila, potrebbero ricevere avvisi di garanzia.
Per quanto accaduto lo scorso 18 maggio il perito, nello specifico, tira in ballo la dirigenza scolastica, l’Azienda sanitaria locale e la figura di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi dell’area scolastica di proprietà del Comune dell’Aquila. (f.d.m.)
È stata archiviata, invece, dal procuratore della Repubblica del tribunale per i minorenni, David Mancini, la posizione del ragazzino di 12 anni che, per via della sua età inferiore ai 14 anni, non sarebbe stato comunque imputabile.
La donna è difesa dall’avvocato Francesco Valentini.
Tuttavia, nell’analisi della sicurezza dei luoghi, il consulente nominato dalla Procura dell’Aquila chiama in causa anche altre figure che presto, oppure al momento della conclusione delle indagini da parte della Squadra mobile dell’Aquila, potrebbero ricevere avvisi di garanzia.
Per quanto accaduto lo scorso 18 maggio il perito, nello specifico, tira in ballo la dirigenza scolastica, l’Azienda sanitaria locale e la figura di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi dell’area scolastica di proprietà del Comune dell’Aquila. (f.d.m.)

