Occhi puntati sul voto aquilano: un esame per la politica nazionale

L’Aquila tra i quattro capoluoghi italiani a eleggere il sindaco con Genova, Cagliari e Palermo Con ogni probabilità si andrà alle urne per fine maggio. Un mese prima la presentazione delle liste
L’AQUILA. Dal 15 aprile al 15 giugno. Questo l’arco temporale entro il quale il Viminale fisserà la data delle due giornate di voto delle elezioni amministrative 2022. Un mese prima, si chiederà agli schieramenti cittadini di presentare le liste. I tempi stringono, dunque: nella più probabile delle ipotesi, si andrà alle urne a fine maggio e quindi bisognerà avere le idee chiare entro la fine del mese precedente. Certo, ogni coalizione ha bisogno di fare i conti per bene, relazionandosi con i movimenti al suo interno, ma anche guardando a quello che succede a livello nazionale. L’Aquila rientra tra i 25 capoluoghi di provincia che tornano al voto, ma se si considerano solo i capoluoghi di regione, il cerchio si stringe a quattro. Alle urne anche Genova, Catanzaro e Palermo. Questo restituisce la dimensione di quanto sia importante questo test, anche in un’ottica nazionale. Da una parte, il centrodestra con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia in un’eterna contesa per la leadership. Dissapori e dispute che non si traducono necessariamente in problemi d’intesa a livello locale, dove la coalizione resta compatta intorno al sindaco uscente Pierluigi Biondi. A conferire l’assetto definitivo degli schieramenti, anche l’influenza del vicepresidente vicario del consiglio regionale, Roberto Santangelo, dell’assessore regionale Guido Quintino Liris, oltre che dei vertici della Lega, in primis il deputato Luigi D’Eramo, coordinatore regionale del partito di Salvini e il vicepresidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente. A sinistra, la situazione resta legata alla candidatura dell’onorevole Stefania Pezzopane che non ha ancora sciolto la riserva. Sembra scontata, invece, la corsa dell’altro consigliere regionale Americo Di Benedetto, esponente del movimento il Passo Possibile. Intanto, l’assemblea di Rifondazione Comunista ha ribadito la decisione di rimanere al tavolo della coalizione di centrosinistra mantenendo l'impegno di continuare il confronto con Primavera aquilana e lo stesso Passo Possibile. «Mi corre l’obbligo di ricordare al deputato leghista (tra l’altro mio compaesano e amico)», ha detto il segretario cittadino Mauro Colaianni, «che per la città dell’Aquila sarebbe stato molto più logico e importante rimanere basiti quando per giochetti interni, proprio loro, non consentivano di convocare i consigli comunali. Per scegliere i candidati e per comporre una coalizione occorre tempo a meno che non si accettino scelte imposte dall’altro come di norma è abitudine della destra che spesso ci sbatte il muso».
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