Occhiali, vestiti e testi di don Gaetano Tantalo: aperto il nuovo museo

A Villavallelonga in mostra la vita del prete-eroe che salvò gli ebrei Il progetto finanziato anche dalla comunità marsicana di Toronto
VILLAVALLELONGA. La sua vita custodita dagli oggetti che lo hanno accompagno durante il cammino di fede: libri, documenti, gli iconici occhiali e persino l’abito talare che indossò per tutta la sua breve vita. Oltre alle istantanee più emozionanti di un’esistenza che ha segnato la storia anche del territorio marsicano. A Villavallelonga è stato inaugurato, nella sala polivalente della parrocchia, il museo dedicato a don Gaetano Tantalo. Si tratta della realizzazione di un vero e proprio sogno per la piccola comunità di Villavallelonga, di cui il sacerdote era originario: creare uno spazio per ricordare e omaggiare colui che fu nominato “venerabile” «per la pratica eroica delle virtù esercitate in vita» e annoverato tra i “Giusti tra le nazioni” dall’Istituto Yad Vashem per la sua azione a favore di due famiglie di ebrei durante l’Olocausto. Il museo sorge nella sala comunale polivalente e al taglio del nastro hanno partecipato il vescovo dei Marsi, Giovanni Massaro; il sindaco di Villavallelonga, Leonardo Lippa; il nuovo parroco don Michele Saltarelli e il curatore dell’esposizione don Carmine Di Bernardo, ex sacerdote di Villavallelonga. La progettazione del museo è stata affidata all’architetto Aldo Cianfarani. I fondi per l’acquisto dell’immobile e per la realizzazione del progetto sono stati reperiti con grande impegno, nell’arco di qualche anno, dall’associazione culturale “Don Gaetano Tantalo” e dalle comunità italo-canadesi di Toronto, originarie di Villavallelonga. Il percorso espositivo si snoda attraverso due livelli, attraverso i quali il fruitore può cogliere i momenti salienti della vita di don Tantalo, dall’infanzia segnata dal terremoto del 1915, fino alla vocazione e conversione con l’ingresso in Seminario. Il secondo livello è caratterizzato da un’ampia raccolta fotografica corredata da testi che esaltano il suo servizio sacerdotale nelle comunità marsicane e in particolare a Tagliacozzo, le virtù eroiche e l’esposizione dei suoi scritti autentici. Ampio spazio al rapporto con la famiglia ebrea degli Orvieto-Pacifici, tenuti nascosti per ben nove mesi nella canonica di San Pietro a Tagliacozzo, che si salvarono dal rastrellamento nazifascista. (l.p.)
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