Occupato il sagrato della basilica: bufera sul palco della Perdonanza

La facciata oscurata provoca una rivolta sui social e polemiche dei consiglieri comunali di opposizione Mentre a montaggio iniziato un dirigente segnalava l’assenza del nulla osta della Soprintendenza
L’AQUILA. Il grande palco del Teatro del Perdono invade il sagrato della basilica di Collemaggio, oscurandone la facciata e facendo divampare una vera e propria rivolta sui social a pochi giorni dal via delle celebrazioni per la 729ª edizione della Perdonanza celestiniana.
E rischia di scoppiare anche il caso delle autorizzazioni. Come ha documentato Il Centro, infatti, il montaggio del palco era già entrato nel vivo almeno venerdì, con l’installazione della base e gli accessi interdetti ai visitatori. Nello stesso giorno, però, il dirigente comunale competente, nella determina di aggiudicazione del service audio, video e luci per il Teatro del Perdono scriveva che «con nota del 5 luglio è stata formulata istanza presso la competente Soprintendenza volta alla acquisizione della prescritta autorizzazione, il quale nulla-osta a tutt’oggi non risulta ancora acquisito».
Da qui parte la polemica del gruppo consiliare di opposizione Il Passo Possibile, con Alessandro Tomassoni che chiede se «il parere della Soprintendenza sia arrivato». Poi attaccando: «Davvero non c’è più limite alla decenza. Coprire ancora una volta nella sua interezza la facciata e limitare la funzionalità e la sicurezza dell’intero sito della basilica di Collemaggio è la dimostrazione più fulgida di quanto l’amministrazione tenga alla città e all’alto valore spirituale della manifestazione, derubricata a mero intrattenimento ludico e senza regole, costi quel che costi. Viene da chiedersi se si sia pensato al danno che i decibel possano arrecare ai preziosi manufatti e come si ritiene di gestire il flusso d’ingresso e d’uscita dalla basilica di migliaia di visitatori e la loro sicurezza in uno spazio divenuto ristrettissimo. Ciò senza considerare le tante aree alternative disponibili in città, sicure e meno impattanti: l’adiacente Parco del Sole, l’Aeroporto di Preturo, lo stesso stadio Fattori e persino piazza d’Armi.
A polemizzare è anche il Partito democratico con la consigliera Stefania Pezzopane: «La nostra basilica di Collemaggio, il nostro simbolo più importante, il luogo del Perdono di Celestino, da ora fino ad oltre la Perdonanza viene offeso e profanato con un costosissimo (da 500mila euro?) e gigantesco palco, proprio a ridosso della straordinaria facciata e dei tre portali d’ingresso. Una scelta assurda che non rispetta il luogo, la storia, la bellezza. E non tiene conto nemmeno della sicurezza. La Sovrintendenza che in altri tempi poneva giustamente vincoli a tutela del prestigioso monumento non ha nulla da dire? E alla curia piace tutto ciò?».
Ma sono centinaia le prese di posizione contrarie sui social. Tra queste, quella del circolo aquilano di Sinistra italiana: «Ecco come viene pensata la Perdonanza dall’amministrazione: si copre la facciata di Collemaggio per fare spazio allo spettacolo. L’Aquila non è Ibiza».
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