«Occupazione a oltranza del Comune»

Mobilitazione dei dipendenti delle coop organizzati in turni nell’aula consiliare. E c’è chi va a trovarli portando dolci e caffè
SULMONA. Il thermos del caffè sul tavolo e, sotto, le bottigliette di acqua e le buste della spesa, con biscotti e taralli. Scopa e paletta nascoste dietro un angolo e lo spazio riservato ai sacchi a pelo e le brandine portate da casa che viene pulito ogni volta. Sono al centesimo caffè e alla quinta notte di occupazione dell’aula consiliare i lavoratori delle cooperative esterne del Comune, che protestano contro i mancati appalti e le proroghe, in stallo da cinque mesi, dei principali servizi comunali. I lavoratori, però, non mollano e hanno organizzato i turni fino al 20 maggio prossimo. Ogni giorno si alternano tre persone per quattro ore e ogni notte si comincia alle 22 e si stacca alle 6, senza bagni e servizi (chiusi dietro le porte di corridoi e uffici dalle 20). Ogni sera alle 20 inizia la lunga notte dei “lavoratori occupati del Comune”, tra la temperatura che scende a pochi gradi all’interno del grosso spazio dell’aula consiliare che affaccia all’esterno e sul cortile dell’antico palazzo di via Mazara. Si parte col primo caffè intorno alle 23 e si va avanti tra chiacchiere fra colleghi, ricordi e speranze per il futuro.
Si chiama casa, si dà la buona notte ai bambini, si manda una foto via whatsapp alle mogli e ai mariti e si arriva alle sei. Il bar di fronte ha riaperto e si ordinano altri caffè attingendo alla cassa comune dei turnisti dell’occupazione. In attesa che arrivino i primi del primo turno mattutino con altri thermos.
«Anche tanti cittadini ci hanno voluto mostrare la loro solidarietà, portandoci la colazione, dei dolci fatti in casa e bevande varie», racconta Alessandra D’Aloisio, mentre organizza i turni con le sue colleghe. Alle otto si fa la prima assemblea dei presenti e si pianifica la giornata. Intorno alle 10 arrivano i primi “visitatori esterni”, tra sindacalisti, dipendenti comunali ed esponenti della politica locale. Ieri mattina, ad esempio, c’erano i consiglieri Andrea Ramunno, della maggioranza, ed Elisabetta Bianchi dell’opposizione.
«Stiamo lavorando per trovare la soluzione», ha detto il giovane consigliere. «Vi siete arroccati sulle vostre posizioni non facendo trapelare nulla», gli ha replicato Bianchi.
Hanno riportato al centro la vertenza i sindacalisti Nicola Cieri (Uil) e Anthony Pasqualone (Cgil). «Da mesi ci si dice che si sta lavorando per una soluzione che, però, continua a non arrivare», hanno ricordato i due, «e nel frattempo più di 20 famiglie sono in attesa di capire il da farsi.
Sono 24 i lavoratori della cooperativa Satic che gestiscono i più importanti servizi comunali: ventiquattro persone che ora si dividono tra lavoro, presidio e famiglie. Dalle 14 i quattro che arrivano per il primo turno pomeridiano riportano caffè e biscotti «perché la giornata è lunga».
«Noi speriamo solo che la cosa si risolva subito», sospirano Antonella La Gatta, Annamaria Di Cesare, Giuliana Treonze Paolini e Mirella Spinosa. Passa anche il pomeriggio e arriva la sera. Non ci sono novità e il tempo che passa non aiuta a reprimere l’ansia. E arriva la notte con l’ennesimo caffé.
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