Occupazione femminile in calo

1 Maggio 2022

La Cgil: preoccupante il numero di giovani esclusi, così cresce lo spopolamento

L’AQUILA. I giovani e le donne faticano ancora molto a trovare lavoro, soprattutto in provincia dell’Aquila. I dati diffusi dalla Cgil sono emblematici: il tasso di disoccupazione giovanile, dal 2019 al 2020, è passato dal 21,5% al 28%. Solo il 49,1% delle donne ha un’occupazione.
«Nell’anno della pandemia», afferma Francesco Marrelli, segretario provinciale della Cgil, «sono andati maggiormente in sofferenza donne e giovani, le categorie più deboli. È necessario rilanciare una politica di investimenti per un’occupazione stabile e di qualità».
LA FOTOGRAFIA
Numeri e dati non lasciano spazio a interpretazione. Il tasso di disoccupazione giovanile, in provincia, è salito nel 2020 al 28%, mentre quello relativo all’occupazione giovanile femminile è passato dal 28,6% del 2019 al 36,2% dell’anno successivo. Il tasso occupazione in provincia, sempre nel 2020, è al 67,5% per gli uomini e al 49,1% per le donne, mentre quello di disoccupazione è dell’8%. Scendendo nel dettaglio, in provincia dell’Aquila, è disoccupato il 7,1% degli uomini e il 9,3% delle donne. «Un tasso di disoccupazione così elevato», dice Marrelli, «comporta uno spopolamento dei territori. Ma bisogna guardare con attenzione anche alle forme di accesso al lavoro, che devono essere con contratto a tempo indeterminato, superando la precarietà degli ultimi anni. La necessità impellente è restituire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori, con un’adeguata e congrua retribuzione che faccia recuperare il potere d’acquisto, in una fase storica che vede un costante aumento dei prezzi».
PRIMO MAGGIO
Per la Cgil il Primo Maggio deve essere «un’occasione per riflettere sulle lotte per i diritti, per l’emancipazione della classe lavoratrice e per le conquiste sindacali. La festa dei lavoratori non è e non può essere neutra, ha in sé una caratterizzazione che dobbiamo di nuovo ribadire: al lavoro e al salario si contrappone il profitto. Allo sfruttato si contrappone lo sfruttatore. Il lavoro che manca, povero, precario mina il significato di questa giornata e lo fa declinare verso lo sfruttamento. Dopo due anni di pandemia, il pensiero è rivolto, oggi, alla vittime della guerra. Emergenza dopo emergenza, eppure i sacrifici di donne e uomini ci insegnano un’altra storia. Quella delle conquiste, delle rivendicazioni, del miglioramento delle condizioni umane. Una storia di costruzione di pace, perché festeggiare il lavoro significa festeggiare la fratellanza di milioni di esseri umani che nella rivendicazione dei diritti, delle libertà, della giustizia sociale e dell’uguaglianza hanno trovato una comunità di intenti e una capacità di azione comune».
DISOCCUPAZIONE GIOVANILE
«Sono tante le domande che dobbiamo porci se vogliamo dare ai giovani la percezione della dignità del lavoro», afferma Miriam Anna Del Biondo, segretaria generale Flc-Cgil della provincia dell’Aquila, «non ci sono di conforto i dati sulla disoccupazione giovanile in provincia che nel 2020 ha raggiunto il 28% e non ci confortano neanche le dichiarazioni di aumento dell’occupazione giovanile, perché sappiamo che si tratta di occupazione precaria. Ma più che dei dati ci preoccupa la percezione del lavoro, spogliato del senso di partecipazione alla collettività, che porta alla ricerca di soluzioni individuali spesso di breve durata. La scuola e l’università, oltre a creare reti di coordinazione tra istruzione e lavoro, dovrebbero favorire la conoscenza della dignità del lavoro».
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