Occupazioni abusive, in sette nel mirino

15 Maggio 2019

Vertice in prefettura con le forze dell’ordine e l’Ater annuncia l’avvio di azioni legali per rientrare in possesso degli alloggi

SULMONA. Parte dalla prefettura la lotta agli inquilini abusivi delle case popolari. Nei giorni scorsi il prefetto dell’Aquila Giuseppe Linardi ha convocato un vertice per approfondire la questione alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine e del direttore dell’Ater, Venanzio Gizzi. Le zone più colpite dal fenomeno dell’abusivismo sono risultate la Marsica e l’Aquilano, mentre a Sulmona la situazione sarebbe meno preoccupante. Non per questo, però, si vuole far finta di nulla. Così, dopo le indagini avviate in particolare su sette situazioni critiche, si annuncia l’avvio di azioni legali per tornare in possesso degli immobili pubblici occupati abusivamente. L’iter era stato avviato nel 2016 dall’ex assessore all’Edilizia popolare Paolo Santarelli, ma non aveva avuto sviluppi.
«È necessario distinguere gli abusivi che occupano le case senza averne titolo da chi lo fa con l’uso della forza», ha spiegato durante la riunione Gizzi. «Abbiamo trovato una situazione più emergenziale nell’Aquilano e nella Marsica, mentre Sulmona vive un contesto sociale e culturale diverso. Il vero problema in questo caso sono i tanti inquilini che non hanno titolo per rimanere negli alloggi e che vanno censiti».
Oltre ai sette casi già accertati, infatti, ce ne sarebbero molti di più riferiti a persone che hanno perso i requisiti nel corso degli anni. Nel 2016 venne fatto una sorta di censimento e dovrebbero essere almeno una cinquantina le persone che occupano alloggi pubblici senza avere le carte in regola. Il problema riguarda soprattutto le case parcheggio, che vengono assegnate solo per situazioni di emergenza abitativa. Il nuovo regolamento delle case parcheggio prevede l’assegnazione per massimo due anni, rinnovabili di altri due e con ulteriore proroga a discrezione del sindaco, in presenza di particolari esigenze. È nelle pieghe delle proroghe, però, che si creano situazioni di abusivismo, che negli anni passati hanno portato a sanatorie per regolare un fenomeno in balìa di se stesso. Si sono così create situazioni di case parcheggio occupate da venti anni dagli stessi inquilini, che nel frattempo hanno perso i requisiti o che sono anche morosi con gli affitti (non superano i 150 euro al mese, ma alcuni con fitti bloccati a dieci euro).
Attualmente a Sulmona sono 230 le case popolari: 150 di proprietà dell’Ater e 80 quelle parcheggio (concesse, come detto, solo per situazioni di emergenza abitativa e per un massimo di due anni). Tempi quasi sempre sforati, con le persone che non le lasciano per mancanza di alternative.
In passato il Comune è ricorso a sanatorie, trasformando i contratti di affitto a tempo indeterminato.
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