Ocre, contagi tra i banchi chiuse infanzia e primaria

9 Dicembre 2021

OCRE. Cinque alunni positivi al Covid. Il sindaco di Ocre, Gianmatteo Riocci, ha disposto la chiusura delle scuole dell’infanzia e primaria da oggi fino a domenica 12 dicembre «per la sanificazione...

OCRE. Cinque alunni positivi al Covid. Il sindaco di Ocre, Gianmatteo Riocci, ha disposto la chiusura delle scuole dell’infanzia e primaria da oggi fino a domenica 12 dicembre «per la sanificazione degli ambienti scolastici e per consentire a tutti gli alunni del plesso, agli insegnanti e al personale ausiliario di sottoporsi ai test di screening e di osservare il necessario periodo di quarantena». La chiusura, viene specificato nell’ordinanza, «potrà essere prorogata nel caso in cui, all’esito degli accertamenti clinici in corso, aumentasse ulteriormente il numero degli alunni e del personale scolastico positivo al Covid 19». Al momento l’Asl ha comunicato il contagio di due alunni della classe prima e tre alunni della classe seconda della primaria, mentre diversi studenti delle varie classi sono stati posti in sorveglianza speciale insieme a quattro insegnanti che dovranno eseguire tamponi di controllo.
Intanto la Uil-Fpl della provincia dell’Aquila denuncia la «carenza cronica di dirigenti medici pediatri nei presìdi ospedalieri dell’Aquila, Avezzano e Sulmona. È forte la preoccupazione per la scarsa attenzione che la dirigenza aziendale della Asl mostra nei confronti della parte più fragile, ma anche più preziosa della popolazione, quella pediatrica», affermano Mario Di Staso, Antonello Fabbri e Gianna Tollis del coordinamento provinciale Medici Uil-Fpl, invitando la dirigenza dell’Asl aquilana «a intervenire subito con le assunzioni di personale medico. La situazione, grave in tutti i presìdi, è ancora più difficile per l’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dotato di pronto soccorso pediatrico e di Terapia intensiva neonatale. Già da qualche tempo, per la carenza di pediatri, la Tin dell’Aquila ha sospeso il servizio di trasporto neonatale, assicurato, oggi, soltanto dalle Tin di Chieti e Pescara. È assolutamente inaccettabile che un’azienda sanitaria sede di Terapia intensiva neonatale non possa garantire adeguata assistenza ai presìdi periferici che afferiscono al territorio, con danno anche erariale dell’azienda stessa a causa della mobilità passiva che tale situazione impone. E non va meglio per la Neuropsichiatria infantile dell’Aquila, unica sul territorio, che ha dovuto sospendere il servizio per mancanza di personale dirigente e neppure per la Medicina sportiva che ha al momento in organico solo due medici che si dividono su tutta l’azienda. Se pensiamo che le malattie psichiatriche hanno subito un netto aumento in età pediatrica anche a causa della pandemia», osservano Di Staso, Fabbri e Tollis , «che le valutazioni neuropsichiatriche sono necessarie per definire e autorizzare, per esempio, i sostegni scolastici, che i numerosi giovani atleti hanno necessità di un certificato rilasciato dalla Medicina dello sport, non è difficile capire quanto sia stata abbandonata negli ultimi tempi l’infanzia».
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