Odissea per rifare la patente

7 Dicembre 2016

La Asl “ordina” la guida con occhiali ma la donna ci vede bene

L’AQUILA. Si era recata all’ufficio di medicina legale della Asl per il rinnovo della patente. Lì la dottoressa di turno, dopo l’esame oculistico, ha certificato che la donna aveva 3/10 all’occhio destro e 3/10 all’occhio sinistro, tanto da rendere necessaria la guida con gli occhiali. Quando però la signora si è recata dal suo oculista per farsi “ordinare” gli occhiali ha scoperto che la sua vista era discreta, 8/10 a entrambi gli occhi, ma visto che la Asl aveva comunque certificato la guida con la patente (l’utente sul primo momento non sapeva che gli erano stati certificati 3/10, lo ha saputo solo dopo con l’accesso agli atti) ha comprato gli occhiali per migliorare gli otto decimi. Dopo un po’, però, ha capito che lei di quegli occhiali non aveva bisogno e le creavano non pochi fastidi e disagi. Si è recata allora in un’autoscuola, si è sottoposta di nuovo alla visita e sulla patente le è stato tolto l’obbligo di guida con occhiali. Ma intanto fra comprare gli occhiali – poi rivelatisi inutili – e le varie spese – doppie – per le pratiche aveva speso quasi 500 euro. Ha chiesto a quel punto il rimborso di quei soldi alla Asl per l’errore della Medicina legale ma ha avuto la risposta dal manager della Asl , Rinaldo Tordera, solo dopo l’intervento del difensore civico. La Asl ha scritto che «il rilievo dell’acutezza visiva è un esame basato sulla soggettività e corrisponde alla lettura dell’ottotipo e non può essere considerato errore medico». A parte il riferimento un po’ curioso alla “soggettività” la Asl ha proposto un rimborso di 80 euro, cosa che ha fatto infuriare la signora. «Andrò fino in fondo», dice, «non è tanto questione di soldi ma di principio».