Odori nauseabondi, scoppia la protesta

I residenti alle Marane bloccano con le auto l’ingresso dei camion nella discarica. Carabinieri sul posto
SULMONA. Una puzza insopportabile, un odore nauseabondo che da giorni sta rendendo impossibile la vita ai residenti della frazione delle Marane. Nonostante le finestre delle case restino perennemente chiuse, il cattivo odore supera ogni sbarramento entrando nelle abitazioni della zona pedemontana, a ridosso di via Noce Mattei dove insiste l’impianto di trattamento dei rifiuti e la discarica del Cogesa. Una situazione che i residenti definiscono «insostenibile». Così giovedì sera hanno messo in scena una protesta eclatante con il conseguente intervento dei carabinieri. I residenti hanno raggiunto l’impianto e posizionato le loro auto proprio davanti all’ingresso della discarica impedendo ai mezzi del Cogesa e delle ditte collegate, di entrare e uscire dall’impianto. In pochi minuti si è creato il caos e gli operai in servizio in quel momento, preoccupati per una situazione che non prometteva nulla di buono, hanno chiamato i carabinieri. In pochi minuti i militari sono riusciti a riportare la calma tra i manifestanti e a consentire la ripresa dell’attività nell’impianto del Cogesa. Ma i residenti restano sul piede di guerra, pronti a nuove azioni di protesta. «Non ne possiamo più», sbotta l’ex sindaco Fabio Federico, anche lui residente nella zona della discarica e principale promotore della protesta. «Abbiamo deciso di protestare perché non ce la facciamo più a sopportare questa situazione assurda. Alcuni operai hanno minacciato di chiamare i carabinieri ed è quello che volevamo. Nei prossimi giorni se la situazione non cambierà torneremo di nuovo a protestare e faremo altri blocchi stradali per impedire ai camion di passare. Non è possibile che con questo caldo afoso ci costringano a respirare quest’aria putrida tutte le sere». Nel ribadire che la situazione va assolutamente risolta, Federico ha annunciato di voler perseguire le vie legali. «Non è più possibile vivere in queste condizioni. Aspettiamo da un anno che tutto venga risolto, servono decisioni drastiche altrimenti da questa situazione non se ne viene più fuori». Anche lo scorso anno nello stesso periodo i residenti misero in scena una protesta analoga che si risolse con la promessa da parte dei vertici del Cogesa di risolvere il problema dell’odore nauseabondo. Una promessa che sembrava essere stata mantenuta, fino a qualche giorno fa quando la puzza è tornata a tormentare le giornate, ma soprattutto le ore serali, dei residenti.
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