Ofena, trovati morti due cavalli dell’allevatore ferito con la pistola

Investigatori al lavoro: non si esclude l’avvelenamento, le risposte dalle analisi dei veterinari Altri animali agonizzanti. Due settimane fa il giovane era stato soccorso in un uliveto, ora sta meglio
OFENA. Due cavalli morti, altrettanti trovati agonizzanti. Appartengono all’azienda di famiglia di Emiliano Palmeri, il 28enne trovato gravemente ferito nella notte tra martedì 19 e mercoledì 20 aprile. Una scoperta, quella di Ofena, che fa assumere al giallo contorni ancora più misteriosi. Un avvelenamento per mano dell’uomo – quindi un secondo avvertimento – o una morte naturale dovuta a un’infezione (ipotesi quest’ultima che rappresenterebbe una incredibile coincidenza)?
I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale dell’Aquila hanno avviato le indagini per vedere se ci sono collegamenti tra quanto accaduto a Palmieri e la morte dei due animali. Al momento non si esclude alcuna ipotesi e ci si muove con molta cautela anche perché la famiglia del giovane non ha ricevuto minacce che possano far ipotizzare delle ritorsioni. Sono in corso degli esami da parte dei medici veterinari sia sulle carcasse degli animali che su sangue e altri liquidi organici prelevati nei cavalli malati.
Quest’ultimo episodio ha messo in subbuglio il piccolo paese di Ofena, già scosso dopo quanto accaduto a Palmeri due settimane fa.
Il giovane era stato trovato in un uliveto, con una ferita alla testa provocata presumibilmente da una pistola di quelle utilizzate nei mattatoi per finire o stordire i capi di bestiame prima della macellazione. Dalla sera prima aveva fatto perdere le sue tracce.
Tra le ipotesi investigative anche quella di una vera e propria faida sull’uso dei pascoli, fenomeno non nuovo tra le montagne abruzzesi (in particolare nelle zone dei parchi nazionali o regionali). L’ambiente in cui si scava in cerca del responsabile o dei responsabili dell’aggressione resta quello degli allevatori di bestiame, soprattutto alla luce del tipo di arma utilizzata per ferire il 28enne. Gli accertamenti si sono spostati anche fuori regione.
Il ragazzo, figlio dell’ex vicesindaco di Ofena, Marcello, è titolare di un allevamento di cavalli sulla Piana di Campo Imperatore, si occupa della compravendita di animali e collabora con una macelleria di Fontevetica. Sottoposto a un intervento chirurgico alla testa, il 28enne si trova ancora ricoverato al San Salvatore dell’Aquila ma le sue condizioni di salute sono sensibilmente migliorate e, con ogni probabilità, nei prossimi giorni verrà nuovamente ascoltato dagli inquirenti. Soprattutto perché c’è ancora tanto da chiarire: nelle ore immediatamente successive al fatto, Palmeri aveva fornito un racconto poco convincente, indicando il nome del suo presunto aggressore, che però avrebbe fornito un alibi di ferro scrollandosi di dosso ogni possibile coinvolgimento. A questo punto c’è da chiedersi se il ragazzo stia coprendo qualcuno oppure se il suo primo racconto possa essere stato influenzato dallo choc subìto in seguito al ferimento alla testa. Gli investigatori attendono anche l’esito degli esami in corso sulle armi sequestrate da parte degli specialisti del Ris (Reparto investigazioni scientifiche). Altri accertamenti riguardano le analisi video delle telecamere di sorveglianza presenti in zona e sui tabulati telefonici dei principali sospettati. Diverse le persone ascoltate dai militari.
Dopo il ferimento dell’allevatore erano scattate le perquisizioni nelle stalle tra Ofena, paese di origine di Palmeri, e Castel del Monte, dove vive da pochi anni. Nel corso delle perquisizioni erano state rinvenute e sequestrate diverse pistole abbatti-buoi. Anche Palmeri ne possiede alcune, ma l’arma su cui si stanno concentrando i Ris è quella sequestrata dagli inquirenti a un centinaio di metri dall’uliveto in cui è stato ritrovato il giovane. La Procura dell’Aquila ha aperto un fascicolo per tentato omicidio. L’inchiesta è coordinata dal pm Fabio Picuti.
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