Offende una donna lungo il corso a 24 ore dal processo per stalking

22 Giugno 2023

L’ultimo episodio nei giorni scorsi: la 50enne era con il compagno quando è stata fermata dal giovane Da anni faceva appostamenti, inseguimenti e telefonate ripetute, oggi la prima udienza in tribunale

SULMONA. Sono dovuti arrivare i carabinieri per fermare un giovane di Sulmona che nei giorni scorsi, in pieno centro storico a Sulmona, si è reso protagonista di una sceneggiata condita da pesanti apprezzamenti nei confronti di una 50enne della quale si è invaghito.
La donna stava facendo quattro passi assieme al suo compagno quando, come avverrebbe ormai con consuetudine, è stata pedinata lungo corso Ovidio fino ai portici di via De Nino. Qui il giovane l’ha fermata e davanti al compagno l’ha offesa facendo dei gesti irriverenti nei confronti della donna. Il tutto davanti ad altri testimoni meravigliati e perplessi di quello che stava accadendo. Uno di questi, temendo che la discussione potesse degenerare, ha chiamato i carabinieri, che dopo pochi minuti erano già sul posto. I carabinieri, dopo aver riportato la calma, hanno proceduto a identificare i protagonisti stilando un dettagliato rapporto sull’accaduto.
Alcune settimane prima il giovane, che ha 30 anni e qualche problema sulle spalle, secondo gli inquirenti si è reso protagonista di un altro grave episodio, sempre nei confronti della 50enne e del suo compagno. Gli ha lanciato contro una bottiglia di vetro, per fortuna mancando la coppia. Una storia, quest'ultima, che oggi sarà discussa in un’aula del Tribunale di Sulmona, nella prima udienza del processo per stalking che vede imputato proprio il giovane. L'ultimo di una serie di episodi di minacce e comportamenti asfissianti che il 30enne ha avuto nel corso degli anni nei confronti della donna.
I due si sono conosciuti nel 2018 per via di un’amicizia in comune. Da allora, secondo il racconto fatto dalla 50enne ai carabinieri e quindi alla Procura, è stata costretta a cambiare quattro schede telefoniche, proprio per le continue chiamate che riceveva dal giovane. In questo periodo, il 30enne ha messo in atto tutto il classico repertorio dello stalker con inseguimenti e appostamenti continui, sotto casa e nei luoghi abitualmente frequentati dalla donna, creando in lei uno stato d’ansia e la convinzione che quel giovane così assillante che aveva perso la testa potesse arrivare a farle del male. Quello che inizia oggi è il secondo processo che affronta il giovane e sempre per lo stesso reato.
A sentire il suo legale si tratterebbe di una persona innocua e non pericolosa che ha sicuramente dei problemi da gestire. Motivo che ha convinto il legale chiedere al giudice una perizia medica nei confronti del suo assistito per accertare la capacità di intendere e volere al momento dei fatti.
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