Offese ai militari, 40enne assolto

Per il giudice mancano testimoni diretti a confermare le accuse
AVEZZANO. Finisce sotto processo per aver insultato i carabinieri, dando loro dei razzisti perché avevano fermato la moglie mentre era alla guida dell’auto al fine di multarla per una infrazione stradale. Viene però assolto. Secono la giustizia italiana mancano testimoni a confermare le accuse. Se l’è cavata così A.K., 40enne marocchino, accusato di oltraggio a pubblico ufficiale. Secondo l’accusa, ne aveva dette di cotte e di crude ai due militari che avevano multato la moglie. La giovane, una marsicana, era stata infatti fermata a un posto di blocco in centro, alle 4 del mattino. La donna era stata multata perché non si era fermata allo stop. La decisione non è però andata a genio al suo compagno, che era sul lato passeggero. È così sceso dal veicolo e ha cominciato a inveire contro di loro. Secondo la difesa, rappresentata dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, fa fede la sentenza della Cassazione che ha affermato il principio secondo il quale quando si rivolgono parole offensive nei confronti di forze dell’ordine è necessaria la presenza di persone esterne, di pubblico terzo estraneo alla vicenda. E in quel caso non c’era alcun testimone. Il giudice monocratico Gaetano Tanzi ha assolto il 40enne perché il fatto non sussiste. (p.g.)
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