Offese al sindaco, atti in Procura
Il giudice ha considerato le accuse «non chiare nella formulazione»
CAPISTRELLO. Tornano al pm gli atti del processo per le offese e il lancio di monetine contro l’ex primo cittadino di Capistrello, Antonino Lusi, e la sua giunta. Nel corso dell’udienza che vedeva imputati l’attuale sindaco Francesco Ciciotti, all’epoca consigliere comunale e gli ex esponenti di minoranza, Moreno Di Cintio e Aldo Pizzi, il giudice ha rimesso gli atti alla Procura affinché vengano riformulati i capi di accusa. I fatti risalgono al 2012, quando durante un’assemblea pubblica e in un consiglio comunale volarono parole grosse contro Lusi e gli assessori di maggioranza. Era il periodo in cui scoppiò il caso legato alle accuse di appropriazione indebita da parte del senatore Luigi Lusi, fratello del sindaco, e a Capistrello venne contestato il legame tra l’ex tesoriere della Margherita e l’amministrazione. A carico di Ciciotti e Pizzi, c’era l’accusa di ingiuria per quelle che la Procura ha valutato come offese al decoro dei consiglieri dell’allora maggioranza. Nei confronti di Di Cintio c’era anche l’accusa di diffamazione a mezzo volantinaggio. Sul caso era attesa, già alla prima udienza, la chiusura del processo per l’intervenuta depenalizzazione del reato di ingiuria. I difensori hanno sollevato il diritto di nullità del decreto di citazione in giudizio e secondo le deduzioni del giudice, Stefano Venturini, le accuse non erano chiare nella loro formulazione.
La parte civile era rappresentata dall’avvocato Fernando Romano, mentre il collegio difensivo era costituito dagli avvocati Antonio Di Cintio e Moreno Persia. (e.b.)
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