Offre lavoro in cambio di sesso, arrestato

31 Gennaio 2015

L’uomo accusato di violenza su una badante contattata con un annuncio, la 37enne si ribella e telefona al fidanzato

PACENTRO. Non è servita a nulla la pesante lezione del giugno scorso avuta dal tribunale di Sulmona. A distanza di quasi un anno dai fatti analoghi, che lo avevano portato alla condanna a due anni di reclusione per violenza sessuale, Domenico Piccirilli, 42enne di Pacentro c’è cascato di nuovo.

L’uomo, infatti, è stato arrestato dai carabinieri di Sulmona, coordinati dal capitano Francesco Nacca, sempre per lo stesso motivo, per il quale era già finito nei guai offrendo lavoro a badanti straniere in cambio di prestazioni sessuali. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa in caserma.

I fatti contestati a Piccirilli risalgono al 28 gennaio scorso, quando una 37enne romena, era partita da Roma in treno per arrivare fino a Sulmona dopo aver letto e risposto a una richiesta di lavoro come badante a 750 euro al mese per assistere due anziani residenti a Pacentro.

Ad attenderla al suo arrivo alla stazione di Sulmona c’era Piccirilli, il quale appena la donna è entrata in auto, sempre secondo quanto accertato dagli investigatori, le ha fatto subito capire quali altre prestazioni doveva offrire oltre all’assistenza domiciliare ai genitori.

Secondo il racconto della 37enne romena, il pacentrano le avrebbe fatto delle avance fino a toccarla nelle parti intime. Capite quali fossero le intenzioni del suo nuovo datore di lavoro, la badante non ci ha pensato su e ha subito avvertito telefonicamente il fidanzato che vive a Roma, raccontandogli, in romeno, quello che le stava accadendo. Subito il fidanzato ha chiamato il 112. Sul posto è arrivata la pattuglia dei carabinieri di Sulmona insieme a quelli di Pacentro e per Piccirilli, che si trovava ancora in compagnia con la romena, sono scattate le manette.

Arresto convalidato ieri mattina dal gip Giorgio Di Benedetto, il quale ha alleggerito la misura cautelare revocando gli arresti domiciliari imposti dal sostituto procuratore, Stefano Iafolla, e trasformandoli solo in obbligo di firma.

Bisogna ricordare che l’anno scorso, sempre nel mese di gennaio, Piccirilli era stato denunciato dalla squadra anticrimine del commissariato, coordinata dall’ispettore superiore, Daniele L’Erario, sempre per violenza sessuale.

Vicenda culminata con la condanna a due anni di reclusione contro la richiesta molto più pesante di 7 anni fatta dal pubblico ministero.

Claudio Lattanzio

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