Oggi i funerali della mamma morta Omicidio colposo: marito indagato

Alle 18 l’ultimo saluto nella chiesa di Casali d’Aschi, frazione dove la donna viveva con la famiglia Il figlio di appena tre mesi si è salvato per miracolo dopo l’incidente stradale a Venere di Pescina
GIOIA DEI MARSI. Comunità in lutto per la scomparsa di Vanessa Carta, la mamma di 31 anni che era nell’auto, finita contro un muro, con il marito o e con il piccolo Jeremy, di soli tre mesi che teneva in braccio. L’uomo, che era alla guida dell’auto, è rimasto ferito in modo non grave, mentre il bimbo è rimasto miracolosamente illeso dopo essere stato sbalzato dall’abitacolo finendo su un cumulo di fieno. La tragedia si è consumata lungo la strada regionale 83, tra Pescina e la frazione di Venere, domenica sera poco prima delle 20. Alla guida della Fiat Panda c’era il marito Herbert Pennacchio, 33 anni, colto da un colpo di sonno.
le indagini
Sul tragico incidente che ha portato alla morte di Vanessa Carta, la 31enne di Gioia dei Marsi mamma di un bimbo di tre mesi rimasto illeso, la Procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Ugo Timpano. Nella vicenda è stato ipotizzato come da prassi il reato di omicidio colposo che vede indagato il marito della vittima, rimasto ferito in modo non grave. Si tratta di un atto dovuto. L’incidente sarebbe stato causato, come raccontato dal conducente dell’auto ai soccorritori, da un colpo di sonno. Sul caso sono in corso indagini dei carabinieri della stazione di Ortucchio che hanno eseguito i rilievi per accertare le cause dell’incidente. I funerali sono stati programmati per oggi alle 18 nella chiesa della Madonna del Consiglio a Casali d’Aschi, frazione di Gioia dei Marsi. Il primo cittadino, Gianluca Alfonsi, ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. La 31enne lascia, oltre al suo bimbo e al marito, la madre Paola Vitale, originaria di Aschi e il padre Pino Carta, che al momento della tragedia si trovava in Sardegna.
il dolore degli amici
Tanti i messaggi di cordoglio, soprattutto da parte delle amiche di Vanessa. Commovente il ricordo di Giordana. «Ci siamo conosciute nel momento più travolgente delle nostre vite, insieme, per caso, a farci forza, a ricordarci di respirare», scrive, «in alcuni momenti non avevamo la forza di parlare quindi ci guardavamo negli occhi e buttavamo fuori l’aria, insieme. Sono state ore pazzesche e indimenticabili. Ho visto Herbert correre nei corridoi delle sale parto mentre il piccolo Jeremy veniva al mondo. Eri lì in un momento per me difficile e ho sentito forte il tuo rispetto e la voglia di darmi coraggio. Vi ho visti tornare a casa, felici e desiderosi della vostra nuova vita! Ci eravamo ripromesse di far conoscere i bimbi, nati a distanza di sole tre ore. Lo faremo Vanessa, insieme. Ti scrivo perché è il mio unico modo per salutarti e farti sentire che ci sono, ci siamo, per te, Jeremy ed Herbert». La compagna di scuola Alessandra la ricorda ai tempi del liceo socio pedagogico. «Vanessa, anzi Vanny, come era mio solito chiamarti ai tempi del liceo», scrive, «sì proprio lì, dove ci incontrammo per la prima volta. Per me conoscerti fu entusiasmante, potevo finalmente condividere con un’altra ragazza la mia passione per la musica. Passavamo ore a parlare di gruppi, del significato nascosto dietro il testo di una canzone, del passato burrascoso di alcuni cantanti. Parlavamo anche delle nostre vite e dei nostri cuori infranti. Non posso credere che fosse questo il tuo destino. Che potessi andartene via così, all’improvviso, nel momento più bello della tua vita. Avrei voluto dedicarti tante canzoni, ma ora riesco solo a dirti buon viaggio Vanny».
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