Oggi l’addio all’operaio di 36 anni La donna ferita è positiva ai test

Alle 15 tutta la comunità di Pacentro si raduna per l’ultimo abbraccio ai familiari di Marcaurelio Sul fronte dell’inchiesta decisivi gli esiti degli accertamenti sullo stato di alterazione psicofisica
PACENTRO. Oggi, alle 15, l’intera comunità di Pacentro, nella chiesa di Santa Maria della Misericordia, si stringerà attorno ai familiari per l’ultimo saluto a Matteo Marcaurelio, il 36enne deceduto in un incidente stradale tra Cocullo e Goriano Sicoli. Un paese distrutto dal dolore, come la famiglia del 36enne, «persona buona e gran lavoratore», così lo descrivono gli amici e conoscenti nelle decine di post pubblicati in questi giorni sui social. Anche la compagna Ilenia Marinucci, madre da appena 8 mesi di un bambino avuto da Matteo, affida ai social una sua riflessione indirizzata al compagno scomparso: «Mi hai lasciata con un peso come un macigno. Mi hai lasciata stamattina, con un bacio, e un ci vediamo stasera, e stasera non sei mai tornato... Mattè mi hai lasciata con un cucciolo da crescere, il frutto del nostro grande amore, Andrea, che un giorno mi chiederà: com’era il mio papà? E io gli dirò che sei stato il papà migliore del mondo, che vivevi solo per noi e per il lavoro. Che hai dato la tua vita intera per la famiglia. Un giorno Andrea sarà orgoglioso di sapere che ha avuto un papà come te. Ti prometto che gli starò sempre accanto, che ogni suo passo io sarò un passo dietro di lui. Ti chiedo solo di darmi la forza, per superare tutto il dolore che hai lasciato, amore mio. Un giorno, ti prometto, che staremo di nuovo insieme e sarà bellissimo. Aspettami. Non ci abbandonare mai, ti prego. E sappi che ti difenderò, con il sangue e con i denti, da chi proverà ad infangare la persona pulita che sei stato».
Intanto, sul tragico incidente, la Procura di Avezzano, competente per territorio, ha aperto due fascicoli: uno per omicidio stradale e l’altro per guida in stato di alterazione. Facendo riferimento agli esami ematici svolti nell’ospedale di Sulmona subito dopo la tragedia, l’avvocato che era al volante della Giulietta coinvolta nell’incidente guidava in stato di alterazione psicofisica. Secondo la prima ricostruzione fatta dai carabinieri anche con le testimonianze delle persone rimaste coinvolte nell’incidente, si è appreso che la Jeep condotta da Marcaurelio viaggiava in direzione San Sebastiano mentre la Giulietta in direzione Sulmona. Il fuoristrada, per cause ancora in fase di accertamento, dopo aver urtato la parte anteriore sinistra dell’Alfa Romeo, si sarebbe ribaltato più volte fino a schiacciare il conducente di 36 anni contro la roccia della montagna. Una morte sul colpo avvenuta davanti al collega di lavoro che viaggiava al suo fianco. Ed è proprio sulla testimonianza resa dall’uomo che i carabinieri avrebbero basato l’intero rapporto sull’incidente poi consegnato in Procura con cui sarebbero state escluse responsabilità da parte del conducente della Giulietta. Rapporto che il difensore della famiglia, l'avvocato Serafino Speranza, è intenzionato a impugnare.
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