Oggi l’ultimo saluto al carabiniere morto

Il sopralluogo del Soccorso alpino della Guardia di finanza conferma il decesso a causa di una caduta di 150 metri
SULMONA. È stato un incidente di montagna, una caduta sul fondo ghiacciato, che ha portato il maresciallo Fabio Cicone a scivolare lungo il ripido pendio di un canalone della Maiella per oltre 150 metri, prima di finire contro una roccia, impatto che gli è stato fatale.
La conferma che la procura attendeva è arrivata ieri pomeriggio, al termine del sopralluogo che gli uomini del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Roccaraso hanno fatto sul luogo della tragedia, ripercorrendo passo dopo passo lo stesso tragitto fatto dal maresciallo dei carabinieri di Castel di Sangro. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che per abbreviare i tempi di ritorno, Fabio Cicone abbia deciso di prendere una scorciatoia poco battuta e pericolosa e mentre stava scendendo sembra abbia messo un piede in fallo scivolando. I finanzieri però, non sono riusciti a trovare il secondo telefono che il maresciallo aveva con sé, quello di servizio che Cicone portava sempre in tasca per essere sempre in contatto con la caserma di Castel di Sangro, in caso di emergenza. Il telefono personale è stato invece rinvenuto nella sua auto parcheggiata in località Fonte Romana.
Tuttavia, informazioni più precise sul tragitto percorso dal carabiniere fino al momento della caduta arriveranno dall’orologio Gps che portava al polso. Un orologio che tutti gli escursionisti esperti indossano prima di mettersi in cammino in avventure complicate come quella che stava facendo Cicone. Tant'è che aveva proibito all'amico Paolo Rapone, di accompagnarlo perché non aveva l'attrezzatura idonea per raggiungere la vetta del Monte Amaro, in un periodo dell'anno dove è necessario indossare scarponi specifici dotati di ramponi e altri accessori che garantiscono maggiore sicurezza, soprattutto quando si affrontano percorsi ghiacciati. L’orologio è stato posto sotto sequestro e nei prossimi giorni sarà analizzato da mani esperti che potranno ricavare, attraverso il computer, tutti i dati necessari per ridisegnare la mappa esatta del tragitto.
Ieri, subito dopo aver ascoltato i finanzieri del Soccorso alpino, il sostituto procuratore Aura Scarsella ha dato il nulla osta per la riconsegna della salma ai familiari, per i funerali, che si celebrano oggi alle 15, nella chiesa di Cristo Re, a Sulmona, a pochi passi dall’abitazione di via Papa Giovanni XXIII dove Cicone viveva con la madre. Abitazione che anche ieri è stata meta di pellegrinaggio di amici e conoscenti, che hanno voluto manifestare il loro cordoglio alla madre del carabiniere per poi raggiungere l’ospedale in serata quando la salma di Cicone è stata composta nell’obitorio.
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