Oggi l’ultimo saluto al costruttore Rossi

Stamani alle 11 i funerali nella chiesa degli Angeli Custodi. Messaggi di cordoglio alla famiglia dell’imprenditore
PAGANICA. Stamani alle 11, nella chiesa degli Angeli Custodi di Paganica (nei pressi del cimitero) saranno celebrati i funerali di Roberto Rossi, l’imprenditore di 41 anni deceduto due giorni fa a causa di un malore. In segno di lutto il parroco e la comunità hanno annullato la festa di Carnevale prevista oggi. La morte dell’imprenditore ha gettato nel dolore Paganica. Rossi era un ragazzo impegnato, oltre che nel suo lavoro, in una miriade di attività sociali. Anche ieri su Facebook in tanti lo hanno ricordato con affetto e commozione. L’Unione Rugby L’Aquila attraverso il presidente Pierfrancesco Anibaldi ha espresso «le più sentite condoglianze per la scomparsa dell’ex giocatore del Paganica conosciuto in tutto l’ambiente cittadino. Alla famiglia Rossi e al fratello Giuliano, ex neroverde, va l’abbraccio della società tutta». Un amico ha scritto: «La notizia mi ha sconvolto e non ci ho dormito, mi è scappata pure qualche lacrima. Io mi domando: ma uno che pensava solo al lavoro, che si guadagnava onestamente e col sudore la giornata, che lavorava col sorriso, che faceva uno sport sano, che ha costruito tasselli di tante nostre case, proprio uno come Roberto doveva lasciarci così?». E poi: «È stato un privilegio conoscerti, ridere e giocare con te. Lasci un vuoto incolmabile ma non doveva andare così. Ciao Robertì, mancherai a tutti». Un altro suo amico ha postato una foto in cui si vede Roberto impegnato nelle attività sociali della frazione: «Questo sei tu e la tua famiglia, generosità e allegria. Ricorderemo sempre la tua risata contagiosa. Ciao Roberto». Commovente un post in dialetto paganichese che sintetizziamo: «Siamo stati tanti volte insieme, abbiamo mangiato e scherzato, ma questa cosa non la posso proprio digerire. Mi sento male, non è questo il modo di andare via. Fa presto a mandarmi da lassù un po’ di forza se no è possibile che ti vengo dietro. Addio non te lo posso dire. Ti dico arrivederci, figlio amatissimo di Paganica. Una forchettata e un bicchiere di vino saranno sempre per te, finché sarò in vita». (g.p.)

