Ok dal Marocco, in arrivo 248 braccianti

Tra domani e dopodomani decolleranno da Casablanca i voli charter con scalo a Pescara. Poi ci sarà la quarantena
AVEZZANO. Fumata bianca delle autorità marocchine per la partenza dei 248 braccianti attesi a braccia aperte da 40 imprenditori fucensi. Più uno di Vicenza che ha pagato il viaggio a 5 lavoratori. I voli charter organizzati da Confagricoltura -ognuno con 124 passeggeri, con viaggio a carico delle aziende- decolleranno da Casablanca domani e dopodomani alle 13 (ore 15 italiane) con atterraggio alle 18 all’aeroporto di Pescara. Qui i braccianti saliranno sui pullman diretti nella Marsica (243) e nel Vicentino (5) dove, prima di riprendere il lavoro, faranno la quarantena. «L’ambasciata italiana a Rabat», afferma Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, «ci ha comunicato l’autorizzazione delle autorità marocchine per i due voli charter». Il via libera, grazie al sostegno del vice ambasciatore in Marocco, Matteo Romanelli, ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo agli imprenditori a corto di manodopera per la chiusura delle frontiere scattata con l’emergenza coronavirus. Pur di veder tornare i braccianti, perlopiù storici, gli imprenditori hanno messo mano al portafogli e pagato il viaggio dal Marocco: 425 euro cadauno. Un piccolo sacrificio economico motivato. «Sono persone esperte e fidate», afferma Alessandro Venditti, imprenditore di Luco dei Marsi, il quale attende l’arrivo di 16 braccianti, «che conoscono l’azienda e sanno fare tutto, mentre nei tanti anni di collaborazione abbiamo instaurato anche rapporti di amicizia e stima. Sono ben contento di poterli riaccogliere, perché sono tutte brave persone. Ne ho uno in quarantena, gli compro da mangiare, mi occupo dei controlli e gli pago il salario previsto dal contratto». Sul tasto affidabilità battono pure i colleghi di Celano e San Benedetto dei Marsi, Alessio Santilli e Domenico Cerasani, che hanno staccato gli assegni per il viaggio di 14 e 12 braccianti. «E’ gente che conosce bene il mestiere», dichiara Santilli, «lavora qui da tanti anni e non ha bisogno della guida per lavorare. Per iniziare i primi raccolti quest’anno ho assunto pure un piastrellista e un macellaio italiani. L’organico, però, non è ancora sufficiente». Sulla stessa barca c’è Cerasani. «Per supplire alla carenza di braccianti», spiega l’imprenditore di San Benedetto, «faccio tutti i lavori, ma non basta. L’arrivo dei lavoratori dal Marocco è fondamentale per mandare avanti la stagione: sono fidati, affidabili ed esperti del lavoro e poi molti hanno pure la cittadinanza italiana. Tornano in Marocco per alcuni mesi, ma poi puntualmente rientrano a lavorare nel Fucino». Gli imprenditori fucensi, quindi, attendono l’arrivo dei braccianti dal Marocco che, al di là del mar Adriatico, hanno iniziato la corsa per arrivare in tempo per il l decollo.
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