Oltre 2 milioni per la ricostruzione privata

23 Gennaio 2020

Lavori post sisma, firmata anche l’intesa con l’Ufficio speciale di Fossa per lo snellimento delle pratiche

SULMONA. Oltre due milioni di euro per la ricostruzione privata e la firma di un accordo con l’Ufficio di Fossa per lo snellimento delle pratiche. A più di dieci anni dal sisma si prova a recuperare il tempo perduto in città sul fronte della ricostruzione post sisma. Così, il sindaco ha firmato due accordi riguardanti la ricostruzione privata per migliorare l’attività dell’Ufficio Sisma del Comune di Sulmona. È stato siglato un nuovo protocollo, della durata di due anni, con l’Usrc (Ufficio speciale per la ricostruzione) di Fossa per realizzare un nuovo modello organizzativo, che prevede una più efficace ripartizione delle attività nella gestione dei procedimenti di ammissione a contributo per interventi edilizi post sisma. È stata, inoltre, rinnovata formalmente la convenzione con la Regione Abruzzo per la prosecuzione, anche per il 2020, del supporto di Abruzzo Engineering all’Ufficio Sisma, prorogando il distacco temporaneo di tre tecnici al Comune di Sulmona, al fine di garantire la piena funzionalità dell’Ufficio per la ricostruzione.
«Sono state, in tale ambito, definite le procedure finalizzate ad imprimere un’accelerata per le pratiche, giacenti da anni, riguardanti la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma a Sulmona, per dare così un forte impulso alle attività riguardanti anche i tempi di istruttoria e pagamento», spiega il sindaco. «Si tratta di atti importanti che consentono di poter velocizzare l’attività e recuperare il tempo perso dal terremoto del 2009, su cui questa amministrazione è impegnata sin dal 2017». In arrivo, dunque, altri fondi. «Si è inoltre ricostituita la cassa dell’Ufficio Sisma, con l’arrivo al Comune di 2milioni 251 mila euro per la ricostruzione privata, con determina Usrc del 16 gennaio scorso», aggiunge Casini. «Siamo ad una fase determinante per dare un impulso forte a questo settore su cui proprio in questo anno si dovrebbero incassare i risultati attesi da anni», conclude il sindaco. Intanto, sono più di 200 le pratiche di inagibilità non grave istruite (categoria A), e una sessantina con esiti B, C ed E, le più gravi, la cui istruttoria è ancora in corso.
A dieci anni dal sisma del 2009 mancano circa 60 progetti per chiudere la fase della ricostruzione in città. Su questi dati pesa anche il ritardo accumulato in anni di gestione della ricostruzione fuori cratere, quando nel 2014, ad esempio, solo quattro pratiche erano state approvate per Sulmona dall’ufficio di Goriano per 4.237.960 euro e solo 13 dal Comune per circa 800mila euro. Con le varie rendicontazioni e richieste, ad oggi il fabbisogno di cassa sarebbe superiore ai 5 milioni e mezzo di euro. Intanto, sono circa 120 gli sfollati sulmonesi, rimasti senza casa dal terremoto del 2009. Mentre fanno da promemoria alla ricostruzione lenta i ruderi che si trovano in via Gran Sasso, via Corfinio e dietro via Gramsci, con puntellamenti marci a fare da brutta cornice e falso sostegno.
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