Oltre 50 milioni per la ricostruzione delle case popolari

9 Luglio 2015

Stanziati i fondi dal Cipe, lavori anche nelle scuole Un intervento riguarderà il mercato di piazza d’Armi

L’AQUILA. Oltre 50milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica e per le case Ater e 57mila euro per i lavori previsti al mercato di piazza d’Armi.

Sono i fondi destinati alla ricostruzione dell’Aquila con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio scorso.

«Finalmente arrivano i finanziamenti che chiedevamo disperatamente da anni: i soldi per l’edilizia residenziale pubblica del Comune e per le case Ater», ha commentato il primo cittadino, Massimo Cialente.

«Da tempo infatti sono pronti i progetti per questi alloggi, ma i lavori non sono partiti a causa della mancanza di fondi. Carenza a cui abbiamo dovuto far fronte con l'utilizzo degli alloggi del progetto Case, dei map e del fondo immobiliare».

Questo ritardo nell'erogazione dei fondi, secondo Cialente, avrebbe causato anche quella che chiama «l’assurda vicenda della Corte dei conti»: il sindaco, infatti, è stato condannato insieme a due assessori e a un dirigente, per non aver attivato azioni per il recupero delle somme dei morosi di progetti Case e map.

In particolare, il Cipe ha pronti 27.263.695 euro per interventi di ricostruzione o riparazione degli immobili di proprietà dell’Ater dell’Aquila e 26.715.000 euro per gli immobili di edilizia residenziale pubblica (Erp) del Comune.

A questi fondi si devono aggiungere 4.300.000 euro per il ripristino della funzionalità dell’Istituto Santa Maria degli Angeli, sede della scuola materna, elementare e media in via Barbara Micarelli e 56.734 euro per il mercato di piazza d’Armi, entrambe di competenza del Provveditorato alle opere pubbliche.

«Adesso spero che gli uffici tecnici dell’Ater prestino la massima attenzione nella direzione dei lavori di ricostruzione e nei controlli alle imprese», continua il primo cittadino.

«Infatti, purtroppo buona parte dei lavori già eseguiti sulle case B e C dell’Ater, appaltate a imprese che avevano presentato offerte con estremi ribassi, è risultata di qualità piuttosto scadente, da quanto ho potuto verificare grazie alle segnalazioni degli inquilini».

Per questo l’invito del sindaco. «Sono certo che l’Ater alla luce di questa esperienza saprà intervenire al meglio», continua. «La stessa raccomandazione la farò ai miei funzionari. Adesso che abbiamo i soldi si può lavorare a un intervento risolutivo anche sulla situazione delle case popolari di San Gregorio: dovremo decidere se e quali ricostruire, considerando che alcune si trovano sulla faglia. Partiremo subito, inoltre, con le abitazioni di via Amiternum e contiamo di poter passare in breve tempo al complesso Il Moro a Cansatessa e a quello di Valle Pretara».

Michela Corridore

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