Omaggio a Capaldo, parola al Comune

Tagliacozzo, la figlia consegna le firme per chiedere l’intitolazione del parco giochi
TAGLIACOZZO. Caterina Capalbo torna alla carica affinché il parco bimbi venga intitolato al padre, Enrico, che lo ha fondato. Dopo la presentazione di una petizione, sostenuta dalla popolazione, la Capalbo ha incontrato il sindaco Vincenzo Giovagnorio che le ha assicurato che leggerà la documentazione allegata alla petizione e le farà avere una risposta. Il parco bimbi fu realizzato negli anni Sessanta dall'Azienda di soggiorno e turismo, guidata da Enrico Capalbo. Egli stesso disegnò i giochi, gli scivoli, le girelle, le altalene, i salottini per i grandi e il famoso trenino che fece realizzare in una fonderia a Roma e poi trasportare fino a Tagliacozzo. Un trenino perfetto con tre vagoni e una locomotiva vera che, su quel giro di rotaie di quasi 300 metri e una stazione in miniatura, fece il divertimento di chi oggi è padre e forse anche nonno. L’inaugurazione del parco bimbi avvenne il 26 luglio 1962, alla presenza del ministro del Turismo e spettacoli, Alberto Folchi. Capalbo, originario di Cosenza, combattè nella Seconda guerra mondiale come tenente di artiglieria sul fronte dei Balcani. Fatto prigioniero dai tedeschi, dopo la guerra rientrò in Italia. Amico personale di don Sturzo e De Gasperi, militò nella Dc e partecipò alle campagne elettorali e alla vita del partito. Fu anche giornalista. Si prodigò, attraverso l’Ente Sila, per l’assegnazione delle terre ai contadini della Calabria. Nel ‘56 sposò a Tagliacozzo Luciana Maiolini e frequentò assiduamente il paese. Il 21 maggio 1964 l’Ente Fucino gli commissionò un’indagine conoscitiva sulle possibilità di sviluppo del turismo e del territorio. Morì nel 1996. (n.m)
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