Omaggio agli universitari morti

6 Aprile 2022

A un neo laureato il Premio Avus voluto dai familiari delle vittime

L’AQUILA. Marco Pizza, dell’Università Insubria di Varese-Como, con la tesi di laurea dal titolo “La resilienza nell’Alta Valle del Calore in Irpinia a 41 anni dal terremoto del 1980”, ha vinto la nona edizione del “Premio Avus 6 Aprile 2009”, istituito dalla onlus “Avus 6 aprile 2009”, con il supporto di Università dell’Aquila, Gran Sasso Science Institute e Sigea (Società italiana di geologia ambientale), «per ricordare le studentesse e gli studenti universitari fuori sede deceduti la notte nel terremoto del 6 aprile». La cerimonia si è tenuta ieri pomeriggio nell’aula magna Alessandro Clementi del dipartimento di Scienze umane dell’università aquilana. Il premio, giunto alla nona edizione, è rivolto alle neo laureate e ai neo laureati che abbiano discusso in un ateneo italiano una tesi di laurea magistrale sugli aspetti ingegneristici, sociali o economici collegati alla gestione e alla prevenzione del rischio sismico e alla resilienza delle popolazioni dei territori. A decretare come migliore tesi lo studio dello studente Pizza è stata la commissione scientifica composta da Giorgio Paglia, componente delegato dalla onlus Avus 6 aprile 2009, Alessandra Tessitore di UnivAq e Alessandro Crociata del Gssi. Alla cerimonia di premiazione hanno portato i loro contributi il rettore Edoardo Alesse, il rettore del Gssi, Eugenio Coccia, Sergio Bianchi, presidente di Avus 6 aprile 2009 onlus, Paola Inverardi, professoressa ed ex rettrice UnivAq, Francesco Sidoti e il dottor Vincenzo Vittorini, che nella tragica notte del 6 aprile del 2009 ha perso moglie e una figlia. Anche per questa edizione sono state numerose le tesi pervenute. Nel corso della cerimonia è stato anche presentato il volume “Geologia dell’ambiente”, edito dalla onlus Avus 6 Aprile 2009 e curato dalla Sigea, che contiene le tesi dei vincitori delle passate otto edizioni del premio. Alla manifestazione di ieri hanno partecipato anche Cristina Orlandi e Giulia Chiusi, le studentesse che avevano vinto il premio nelle due passate edizioni, quelle del 2020 e del 2021, quando, a causa della pandemia, non era stato possibile organizzare la cerimonia di premiazione. Marco Pizza nella sua tesi centra l’attenzione su quattro piccoli comuni colpiti dal terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980. Quattro paesi che rappresentano quattro realtà diverse in un periodo in cui la protezione civile «non era neanche agli albori», ha detto lo studente nel suo intervento. Un terremoto di magnitudo enorme stimata in 6.9 nella scala Richter, uno dei più forti mai registrati in Italia. Le vittime furono oltre 3.000, con distruzioni immense in una vasta area, e la ricostruzione sta andando avanti da oltre 40 anni. «Ancora oggi per la ricostruzione in Irpinia vengono stanziati dei fondi», ha ricordato Marco Pizza, «finanziamenti dovrebbero terminare nel 2023». (r.p.)