Omaggio alla città dell’Aquila coi versi del poeta Ciambrone
L’AQUILA. Un ricordo della città tanto amata, attraverso la poesia di Giuseppe Ciambrone. Insegnante di scuola elementare per diversi anni alla De Amicis di San Bernardino, scomparso all’età di 84...
L’AQUILA. Un ricordo della città tanto amata, attraverso la poesia di Giuseppe Ciambrone. Insegnante di scuola elementare per diversi anni alla De Amicis di San Bernardino, scomparso all’età di 84 anni, l’autore ha lasciato alcune sue composizioni all’amico Angelo Riddei. Si tratta di poesie dedicate all’Aquila tra passato e presente, con lo spartiacque del terremoto.
Ecco la poesia dal titolo: “E ti sogno ancora”.
Spesso nei sogni/io ti rivedo, o mia città/ma poi al risveglio/il cor mi si rattrista/nel vedere le tue rovine/e le tue offese./Tu con orgoglio/guardi tutto questo/e a testa alta/ammonisci il mondo:/”Qui il dolore è di casa,/mai nessun si permetta/di approfittare del mio sgomento,/perché reagirò con forza bruta/per dimostrare che non ho paura./
Risorgerò come è il mio destino,/perché fu scritto da un decreto divino/e la mia gente più forte del Gran Sasso/lavorerà con forza e con coraggio/per riveder le piazze,/i campanili, le chiese,/le fontane, i grandi monumenti,/che la resero celebre in ogni momento./
E tu Papa Celestino/con la tua Perdonanza/fa’ che possa riaprirsi/quella grande Porta Santa/che fu meta di cavalieri e nobili/venuti da ogni dove/per inginocchiarsi all’Aquila/padrona della fede/per chiedere perdono/delle loro grandi offese”./
Tutto questo sento dire/al mio risveglio/odo la tua voce ancor possente,/che richiama a sé tutta la gente/che attende di tornare nel tuo seno,/perché legata a te, al tuo destino;/al destino di una nobile città/che sa superare ogni difficoltà/e che per questo mai e poi mai morirà.
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