Omicidio Donatoni, chiesta la revisione

8 Febbraio 2017

I legali di Cubeddu contestano le sentenze che hanno condannato uno dei sequestratori di Soffiantini

I difensori del latitante Attilio Cubeddu, gli avvocati Rita Dedola e Francesco Marongiu, hanno chiesto la revisione del processo nel quale il bandito sardo – irreperibile dal 1997 – era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Samuele Donatoni, l’ispettore dei Nocs morto in uno scontro a fuoco durante le indagini sul sequestro Soffiantini. Conflitto a fuoco che avvenne al confine tra Lazio e Abruzzo, a due passi da Carsoli e Oricola.Cubeddu, 69 anni, originario di Arzana (Nuoro), è inserito nell’elenco speciale dei latitanti più pericolosi d’Italia stilato dal Ministero dell’Interno. Coinvolto nel sequestro dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini e nell’omicidio del poliziotto Samuele Donatoni, reati per i quali venne condannato rispettivamente a 30 anni e all’ergastolo, Cubeddu ha fatto perdere le proprie tracce dal gennaio 1997. L’ultima perizia dello scorso anno ha confermato che ad uccidere il poliziotto il 19 ottobre 1997 sull’autostrada Roma-L’Aquila fu un colpo di kalashnikov sparato dai sequestratori di Soffiantini e non una pistola Beretta in dotazione alla polizia, ma l’ipotesi che l’agente sia morto durante il conflitto per “fuoco amico” non è mai stata del tutto superata, visto che a queste conclusioni erano arrivate alcune altre perizie disposte dalla Corte d’Assise di Roma. Per l’omicidio Donatoni, infatti, è stato assolto Giovanni Farina, complice di Cubeddu nel sequestro Soffiantini. Proprio a seguito delle divergenze tra perizie sul promettile che uccise l’ispettore di polizia, i difensori – come anticipato dal quotidiano L’Unione sarda – hanno chiesto la revisione del processo che inflisse l’ergastolo a Cubeddu. Sentenza poi diventata definitiva. Una richiesta di nuovo processo escluderebbe l’ipotesi che Attilio Cubeddu sia morto durante la latitanza.

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