Omicidio stradale, chiesto processo per Franco Piccone

17 Aprile 2021

Udienza preliminare il 25 maggio per il fratello del senatore: nell’incidente perse la vita un 75enne di Celano e l’imprenditore risultò positivo ad alcol e droga

CELANO. La Procura chiede il rinvio a giudizio di Franco Piccone per il reato di omicidio stradale, l’udienza preliminare davanti al gip è stata fissata per il 25 maggio.
Il 55enne celanese, fratello dell'ex senatore ed ex vicesindaco di Celano Filippo, lo scorso 4 luglio era finito agli arresti domiciliari all’ospedale civile di Avezzano dopo un incidente in cui era rimasto coinvolto che aveva portato alla morte di un altro automobilista. L’incidente stradale era costato la vita ad Antonio Contestabile, 75 anni, anche lui di Celano.
Il fatto risale al 3 luglio dello scorso 2020. Il violento schianto si verificò nei pressi dello svincolo autostradale Aielli-Celano, e secondo la ricostruzione dei carabinieri raccolta in un fascicolo consegnato alla Procura, la Opel Corsa guidata da Contestabile si stava immettendo sulla Tiburtina Valeria attraverso la rotatoria, mentre in direzione Pescina sopraggiungeva il Suv Mercedes condotto dall’imprenditore celanese Franco Piccone, poi risultato positivo sia alla cocaina che all’alcol. Venne subito eseguita una perizia per accertare con esattezza la condotta di entrambi gli automobilisti al fine di valutare eventuali responsabilità.
I rilievi sul luogo dell’incidente erano stati eseguiti dai carabinieri della compagnia di Avezzano che avevano ascoltato anche diversi testimoni. Da lì il fermo, poi convalidato dal gip, per Piccone, che fu interrogato e accusato di omicidio stradale per la morte dello storico biciclettaio di Celano. Per l’indagato venne disposta la misura cautelare domiciliare a poche ore dal sinistro, eseguita dopo le dimissioni dell’imprenditore stesso dall’ospedale, dove era stato sottoposto ad accertamenti. Il pubblico ministero che coordina le indagini sul caso è il sostituto procuratore Elisabetta Labanti, mentre l'accusato è difeso dall'avvocato Antonio Milo. Concetta Letta, vedova del biciclettaio, è assistita dall'avvocato Mario Fammini mentre i figli di Contestabile, Luca ed Ettore, sono assistiti dall’avvocato Domenicantonio Angeloni. All’indomani dello schianto mortale sulla Tiburtina si erano riaccese anche le polemiche sulla necessità di rendere più sicure la trafficata arteria stradale teatro dell’incidente e le strade della zona che solo cinque mesi prima si erano portate via la giovane Sara Sforza di Aielli. Anche il quel caso il guidatore dell'altra auto era sotto l'effetto di sostanze alcoliche.
Il 25 maggio il giudice del tribunale di Avezzano dovrà decidere se mandare a processo Piccone. (p.g.)
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