«Oncologia, reparto di ottima sanità e di grande umanità»

22 Ottobre 2014

Un paziente di Civita d’Antino, Crescenzo Di Fabio, ringrazia con una lettera il personale del reparto di oncologia dell’ospedale di Avezzano. In questo periodo in cui la sanità viene...

Un paziente di Civita d’Antino, Crescenzo Di Fabio, ringrazia con una lettera il personale del reparto di oncologia dell’ospedale di Avezzano.

In questo periodo in cui la sanità viene quotidianamente messa in discussione e di cui spesso vengono troppo facilmente evidenziati aspetti negativi, sento il dovere morale di ringraziare il personale del reparto di oncologia dell’ospedale di Avezzano, esempio di ottima sanità. Non per fare retorica, ma mi sembra doveroso sottolineare l’impegno e la serietà con cui tutto il personale medico, infermieristico e ausiliario si dedicano con grande professionalità, pazienza e umanità, all’accoglienza e alla cura dei pazienti. Ultimamente ho potuto notare che c’è stato un miglioramento dal punto di vista organizzativo, tecnologico (con l’acquisto di sistemi altamente innovativi per le chemioterapie in totale sicurezza) e miglioramento del comfort alberghiero. Da quasi sei anni sono entrato far parte di un mondo pieno di sofferenza. Dopo aver subìto l’intervento ho iniziato a fare dei cicli di chemioterapia ed è presso l’oncologia di Avezzano che ho conosciuto delle persone speciali: sono testimone della competenza, della presenza rassicurante e della disponibilità senza pari di tutto lo staff del reparto. Gli oncologi, le infermiere e il personale ausiliario, giorno dopo giorno, sono diventati per me quasi fratelli e sorelle. Ho avuto momenti di grande sconforto, momenti in cui avrei voluto interrompere tutto; vivo quotidianamente la sofferenza fisica ed emotiva di un percorso comunque impegnativo, doloroso, pesante, ma so di poter contare sempre su di loro, che sono sempre pronti ad accogliermi con il sorriso, ad incoraggiarmi, sempre pronti alla battuta e a tirarti su il morale, rendendo sereno l’ambiente in cui operano, nella consapevolezza che spesso tali cose producono effetti benefici almeno quanto le terapie farmacologiche. Grazie di cuore a queste persone che con umanità e professionalità ci accompagnano in questo percorso, donandoci speranza e ottimismo per il futuro».