Onna, ecco il nuovo parco giochi

22 Agosto 2015

Oggi inaugurazione. Cerimonia anche nel luogo che commemora le vittime del sisma

ONNA. Verrà inaugurata oggi sabato 22 agosto alle ore 18,30 la nuova area gioco di Onna “L’Isola che non c’era”, voluta e realizzata dal Centro Sociale Anziani della frazione aquilana grazie anche al generoso contributo della Provincia dell’Aquila.

In concomitanza con l’evento si terrà la cerimonia inaugurale del nuovo assetto del Luogo della Memoria, lì dove è stata posata la statua della Madonna in ricordo delle vittime del sisma del 6 aprile 2009.

Paolo Ferroni, presidente dell’Associazione Centro Sociale anziani commenta: «Dal giorno del terremoto a oggi il paese si è popolato di vite nuove. Oggi a Onna abitano tanti bambini che finora non avevano un posto all’aperto dove giocare e passare i pomeriggi al sicuro dalle strade. Il Centro sociale anziani ha pensato allora di impegnarsi per dare loro un parco giochi. Questa è la nuova Onna, questo è il paese che vogliamo per i nostri figli».

Il parco giochi è stato realizzato con il supporto della Tecsystem s.r.l, la collaborazione della Parrocchia di Onna, la donazione – come detto - della Provincia dell’Aquila di una torre gioco, e le donazioni da Agusta Westland, Banca di Credito Cooperativo di Roma, di aziende, privati e il lavoro di tanti volontari.

Tanti anche coloro che hanno contribuito alla realizzazione prima e alla sistemazione poi del luogo della memoria. La Madonnina fu donata dalla famiglia De Ciantis che gestisce l’attività «Ninnittu fioristi» la Pro loco realizzò la recinzione , il comitato feste 2014 coinvolse la Unirest per realizzare la copertura alla statua, lo studio Laurini, Paoloni, Scoccia ha seguito l’iter dei lavori e poi la famiglia Picalfieri ha messo a disposizione le aree e permesso la realizzazione degli interventi. Hanno contribuito anche Umberto d’Olimpio (che ha donato “la schiazza”), la società Ludovici Giovanni e Figli, la ditta Melchiorre e soprattutto, anche in questo caso, tanti volontari onnesi (e non) che in silenzio e con sacrificio hanno donato il loro tempo e il loro lavoro per dare agli abitanti del paese simbolo del terremoto del sei aprile del 2009 un posto dove poter riflettere su quanto accaduto, pregare per chi non c’è più e perché no, guardare con fiducia al futuro.

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