Onna, svegliati dai Tir con bombole di gas

12 Ottobre 2018

Protestano i residenti della frazione: dovevamo essere informati del passaggio di tutti questi mezzi

L’AQUILA. Ufficialmente si tratta di interventi di adeguamento del metanodotto Chieti-Rieti, ma ieri mattina gli abitanti di Onna si sono svegliati tra enormi file di Tir carichi di bombole che attraversavano il villaggio Map, odore di gas e rumori non ben identificabili.
Tutto concentrato su via del Fiume, a 100 metri dal ponte sull’Aterno, dove da decenni c’è una centrale di decompressione per il metano che viene distribuito nella zona. A fianco della vecchia centrale è stato aperto un cantiere per la costruzione, pare, di una centrale più moderna a servizio appunto del metanodotto Chieti-Rieti. Le bombole di gas sui Tir (ne è stato fatto entrare uno alla volta a Onna, gli altri, una decina in tutto hanno atteso il loro turno nel nucleo industriale di Bazzano) servirebbero a non interrompere il flusso di metano, visto che per effettuare i lavori è stato in parte chiuso il metanodotto esistente. Insomma è come quando viene interrotta l’erogazione di acqua potabile e la popolazione viene rifornita con autobotti. Negli abitanti di Onna resta però l’amarezza, al di là delle spiegazioni tecniche pur plausibili, di non essere stati informati di quello che si andava a fare e anche per questo il grande movimento di mezzi (Tir e auto) ha suscitato apprensione. Si tratta sempre di una centrale di decompressione del metano e anche se da quando è stata costruita – al di là di sporadici cattivi odori che si sono sprigionati dalla struttura – non è mai accaduto nulla che potesse mettere in pericolo l’incolumità degli abitanti (la notte del terremoto del 6 aprile 2009 fu prontamente chiuso il metano da un addetto che capì subito la gravità di quello che stava succedendo) resta sempre il timore che si avviino lavori che possono compromettere la qualità della vita del paese. Onna ha già un depuratore a poche decine di metri dalle case, un sottopasso ferroviario che ha stravolto l’ingresso all’abitato e per ora sono state sventate la Variante Sud e la centrale a biomasse. «Basta con questo modo di fare», ha detto la presidente di Onna Onlus Margherita Nardecchia Marzolo, «vogliamo più trasparenza quando si interviene sul territorio e vogliamo dire la nostra a tutela delle future generazioni». (g.p.)
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