Onorata la memoria dell’eroe di Nassiriya

28 Aprile 2016

Pacentro, ricordato il maresciallo Lattanzio a dieci anni dalla morte in Iraq I familiari: «Il dolore non passa ma ci conforta la partecipazione di tanta gente»

PACENTRO. Sono passati 10 anni ma il ricordo è sempre vivo nei cuori dei suoi paesani e dell’Arma dei carabinieri. Una cerimonia toccante quella celebrata ieri a Pacentro in onore di Franco Lattanzio, il maresciallo dei carabinieri, ucciso nell’attentato a Nassiriya in Iraq, esattamente dieci anni fa. Al fianco dei familiari le più alte cariche regionali dei carabinieri, che hanno voluto far sentire la vicinanza dell’Arma come fosse il primo giorno: tanti i colleghi che hanno raggiunto Pacentro per partecipare alla commemorazione con decine di carabinieri in pensione. Presente anche il prefetto dell’Aquila Francesco Alecci e il procuratore capo del tribunale di Sulmona, Giuseppe Bellelli, insieme al presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, e al sindaco di Pacentro, Guido Angelilli. «Nonostante siano passati dieci anni, sembra che sia successo ieri», è stato il commento del fratello del maresciallo ucciso, Tonino Lattanzio. «Nonostante il dolore non vada via, vedere tante persone ancora oggi vicino a noi ci dà conforto, l’Arma dei carabinieri non ci ha mai abbandonati e ne siamo orgogliosi. Oggi questa cerimonia lo dimostra: Franco non è morto, è vivo, e siamo contenti di ricordarlo con serenità ed orgoglio». Con Tonino c’erano le due sorelle, Rosaria e Bambina, mentre Amelia e Silvana residenti negli Stati Uniti e in Australia, hanno mandato una lettera che è stata letta in chiesa durante commemorazione celebrata dal vescovo Angelo Spina. «Sono passati 10 anni ma oggi riportiamo in vita il meraviglioso sorriso di Franco», ha detto nel suo intervento il generale Michele Sirimarco, «voglio ringraziare il prefetto Alecci perché in questo momento rappresenta la presenza dello Stato. Questo è un momento in cui dobbiamo essere consapevoli che testimonianze come queste vanno tenute in vita per renderle presenti a coloro che non hanno conosciuto il sacrificio necessario per mantenere le condizioni di libertà e benessere sociale». Il corteo si è spostato nel piazzale del monumento ai Caduti per poi raggiungere la chiesa parrocchiale dove è stata celebrata una messa.(c.l.)

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