Opera aquilana alla mostra sul Cinquecento

La Arbace: il Martirio di Santo Stefano accanto ai capolavori di Raffaello e Caravaggio
L’AQUILA. Racconterà un secolo affascinante, il Cinquecento, che vide il tramonto del Rinascimento e il sorgere della stagione Manieristica, al fianco di opere di Raffaello, Michelangelo e Caravaggio. Il Martirio di Santo Stefano di Ferraù Fenzoni, proveniente dal Munda (museo nazionale d’Abruzzo), sarà esposto da oggi fino al 17 giugno, in quella che è stata definita la “sontuosa” mostra “L'eterno e il tempo da Michelangelo a Caravaggio”, al San Domenico di Forlì. «Si tratta di una mostra veramente importante con tanti capolavori dei principali artisti del Cinquecento inquadrati nelle correnti di gusto e in rapporto alla committenza», spiega Lucia Arbace, direttrice del Polo Museale d’Abruzzo, «la mostra si apre con il bellissimo arazzo di Raffaello, La pesca miracolosa, e si chiude con Caravaggio. È stato un onore, per noi, poter esporre anche un pezzo di provenienza abruzzese». Il Martirio di Santo Stefano, proveniente dal palazzo Dragonetti Cappelli di San Demetrio, «raffigura il Santo inginocchiato al centro della scena, con lo sguardo rivolto verso l'alto, dove Cristo e l'Eterno si affacciano tra le nubi e angeli e osservano, benedicenti, il suo estremo sacrificio», come spiega la scheda tecnica. «Ai lati del Santo due carnefici, che secondo la legge ebraica dovevano essere i testimoni, nonché gli iniziatori del martirio, e che sembrano in procinto di colpire Stefano con grosse pietre. Sullo sfondo il Santo condotto fuori della città per essere lapidato».(m.c.)
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