Operai senza stipendio da 14 mesi

Sciopero all’impianto di compostaggio e rifiuti rimandati indietro
CASTEL DI SANGRO. Mandano via i mezzi provenienti dai vari comuni limitrofi per lo scarico dei rifiuti: i lavoratori dell’impianto di compostaggio in località “Bocca di Forli” a Castel di Sangro hanno incrociato le braccia e bloccato la struttura. Senza stipendio da quattordici mesi, i sei operai dell’azienda “Alto Sangro Ambiente” – società che gestisce la discarica da mesi in stato di liquidazioni – da lunedì sera sono riuniti davanti al passo carraio dell’impianto avendo dichiarato lo stato di agitazione. «È una vergogna che si sta consumando nell’indifferenza generale» commentano i lavoratori «mentre noi padri di famiglia siamo ormai alla disperazione. Ci avevano assicurato che subito dopo le festività di Pasqua avremmo incassato almeno la metà delle mensilità arretrate, ma così non è stato. Facciamo appello agli amministratori locali e regionali affinchè intervengano, altrimenti non riprenderemo con il lavoro». Il polo tecnologico di Castel di Sangro, al confine con il Molise, svolge sia l’attività di trattamento di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata nei comuni di Roccaraso e Pescasseroli – oltre che da altre ditte abruzzese – sia la funzione di raccolta per l’immondizia proveniente da Alfedena, Scontrone e Ateleta che viene poi trasferita nella discarica di Sulmona. Mediamente sono 35 le tonnellate giornaliere raccolte nell’impianto, per un fatturato di circa 50mila euro mensili.
Massimiliano Lavillotti
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