Operaie non pagate, via ai pignoramenti

14 Dicembre 2017

La Cisl vuole così ottenere dal Comune il pagamento degli arretrati alle dipendenti della Coop 2001

SULMONA. Dagli esposti a Procura e prefettura ai decreti ingiuntivi e ai successivi pignoramenti. Assume i contorni della procedura fallimentare la questione delle lavoratrici esterne che si occupano delle pulizie al Comune. Non venendo pagate dalla scorsa estate, la Cisl, per conto dell’avvocato Armando Valeri, ha presentato dei decreti ingiuntivi per chiedere gli stipendi arretrati per 4 delle 11 operatrici.
I provvedimenti sono stati accolti dal giudice del lavoro, che ha anche condannato il Comune alle spese legali. Il problema, però, è che i pagamenti ancora non arrivano, o meglio non tutti. Così, mentre la Filcams-Cgil annuncia da un lato l’occupazione del Comune, la Cisl dall’altro avvia azioni di pignoramento nei confronti di Palazzo San Francesco. «Già agli inizi di novembre le 4 lavoratrici hanno ottenuto il pagamento di gran parte delle somme», spiega il dirigente Claudio Incorvati. «Il Comune di Sulmona e Coop 2001 hanno omesso però il pagamento delle spese e dei compensi legali liquidati dal giudice, oltre che la quota di tredicesima ancora non pagata e a tale credito si devono sommare gli importi nel frattempo maturati dalle 4 lavoratrici a titolo di stipendi di settembre, ottobre e novembre 2017. Il Comune di Sulmona non ha fatto nemmeno opposizione al decreto ingiuntivo che frattanto è divenuto esecutivo».
«Per tale ragione, e per il recupero di tutti i crediti vantati dalle lavoratrici, si sta procedendo ad avviare l’azione esecutiva volta al pignoramento in danno del Comune di Sulmona che è ancora oggi moroso nei confronti di Coop 2001».
Le somme che le lavoratrici avanzano non superano nemmeno i 400 euro mensili per un appalto che è stato di fatto dimezzato negli ultimi mesi, da un bando all’altro. Le dipendenti, nei giorni scorsi, avevano anche rischiato di non poter lavorare, dopo l’affidamento a una seconda cooperativa esterna in attesa della definizione delle pratiche del bando, vinto dalla Coop 2001. Passando dai lavoratori precari a quelli in pianta organica in Comune, c’è stata una nuova assemblea dopo lo stato di agitazione proclamato per le mancate progressioni economiche dal 2014 e l’assenza di risposte sulla sicurezza degli uffici di Palazzo San Francesco. (f.p.)
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