Operaio assolto dall’accusa di stalking
Era stato più volte denunciato per molestie dall’ex moglie, la prima querela risale a dieci anni fa
SULMONA. Era accusato di spiare l’ex moglie, di seguirla e ingiuriarla anche per strada. Le molestie sarebbero poi proseguite per telefono, sempre secondo l’accusa, con pesanti insulti tali da provocare alla donna un perdurante e grave stato di ansia e di paura. Ma secondo il giudice l’uomo non avrebbe commesso alcun reato, nulla da poter giustificare una condanna. Con la formula «assolto perché il fatto non sussiste», il giudice del tribunale di Sulmona Concetta Buccini, ha messo fine alla lunga vicenda giudiziaria che ha visto sul banco degli imputati Luciano Leone, originario di Sulmona ma residente a Pratola Peligna, cittadina dove vive l’ex moglie. L'uomo, difeso dall’avvocato Alberto Paolini, è riuscito a dimostrare che tutte le accuse di atti persecutori mosse dalla donna nei suoi confronti erano infondate. In dieci anni la moglie ha presentato quattro querele e promosso una causa civile di risarcimento danni, anche in questo caso per stalking. «Nelle due cause civili, sia i giudici del Tribunale che della Corte d’appello hanno rigettato l'accusa di stalking, perché infondata», afferma l’avvocato Paolini. «E anche i tre processi penali si sono conclusi con l’assoluzione del mio assistito con formula piena». Leone è un operaio che versa regolarmente, sempre secondo il legale, da 15 anni l’assegno di mantenimento per la ex moglie. La parte civile aveva richiesto un risarcimento danni di 10mila euro, mentre la pubblica accusa la condanna di Leone a sei mesi di reclusione. «Nel corso del dibattimento siamo riusciti a dimostrare l’infondatezza di ogni accusa», conclude l’avvocato Paolini, «e la mancanza certa e assoluta del reato contestato. Finalmente con questa sentenza si chiude una vicenda giudiziaria lunga e tormentata che ha visto suo malgrado protagonista il mio assistito». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

