Operaio morto, caso chiuso dopo 13 anni

27 Maggio 2021

Condanna definitiva in Cassazione per il datore di lavoro. La vittima era un 44enne originario di Castiglione di Montereale

L’AQUILA. Si è chiusa davanti alla Corte di Cassazione, dopo tredici anni dai fatti, una vicenda giudiziaria che era scaturita da un incidente sul lavoro avvenuto l’11 novembre del 2008 a Patarico, una piccola frazione del vasto territorio comunale di Amatrice, ai confini con la provincia dell’Aquila.
Nell’incidente perse la vita Nando Pettinaro, di 44 anni, operaio originario di Castiglione di Montereale.
Pettinaro, insieme ad altre due persone, stava lavorando all’interno di un cantiere per il rifacimento di una fognatura.
Si trovava, in particolare, all’interno dello scavo quando la terra ai lati cedette e fu sommerso.
La Corte di Cassazione ha in sostanza ribadito la colpevolezza (omicidio colposo) del datore di lavoro dell’uomo (datore di lavoro che rimase ferito nel medesimo incidente) e ha preso atto del decesso di un dipendente della società “Acearieti” affidataria del servizio di gestione delle fognature anche lui condannato in primo e secondo grado.
Per la Cassazione vengono a cadere, per il secondo imputato, anche le “statuizioni civili”.
Confermata l’assoluzione per il responsabile dell’Ufficio tecnico del settore manutenzione del patrimonio del Comune di Amatrice.
Nella sentenza i giudici della Cassazione ricordano che “Nando Pettinaro era intento all’installazione di una tubazione all’interno di uno scavo profondo 4,5 metri. Durante la lavorazione si staccava un grosso quantitativo di terreno da una parete, investendoli in pieno. In seguito allo smottamento Pettinaro decedeva sul colpo per gravi lesioni da schiacciamento. Dagli accertamenti svolti emergeva che la ditta esecutrice dei lavori aveva omesso di adottare qualsiasi misura precauzionale per garantire la stabilità delle pareti dello scavo, nonostante la sua notevole profondità e gli avversi fenomeni meteorologici verificatisi in quei giorni, che avevano determinato infiltrazioni piovane nel terreno. I giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello), nelle due sentenze conformi, riconoscevano in capo al titolare della ditta la qualifica di datore di lavoro, avendo Pettinaro operato sotto la sua direzione. Dalla dinamica del sinistro emergeva che l’imputato aveva violato le prescrizioni imposte al datore di lavoro a tutela dei lavoratori, omettendo di redigere preventivamente il piano operativo di sicurezza e di installare le necessarie armature di contenimento delle pareti dello scavo, determinando in tal modo l’infortunio occorso”. (g.p.)
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