Operaio morì folgorato, in tre a processo

4 Ottobre 2024

Castel di Sangro: Di Lollo aveva urtato i fili dell’alta tensione mentre era su un carrello elevatore

CASTEL DI SANGRO. Era salito sul carrello elevatore per effettuare alcune prove quando, prima di iniziare a dipingere la facciata del capannone, aveva urtato i cavi dell’Enel, rimanendo folgorato. Per la morte di Antonio Di Lollo, il 46enne molisano titolare di un’impresa di tinteggiatura, sono state rinviate a giudizio tre persone: Franco Flagella, proprietario del cantiere e amministratore delegato di una società di confetture, Alfredo Daniello e Gabriella Galazzo, entrambi tecnici legati al noleggio del cestello elevatore. Il gup del Tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, ha fissato, per il prossimo 22 maggio, la prima udienza per i tre imputati accusati di omicidio colposo.
La vicenda risale al 31 agosto 2023 quando, intorno alle 14, Di Lollo stava effettuando lavori di tinteggiatura esterna all’edificio, che si trova sulla statale 17. Mentre erasulla piattaforma per il lavoro in quota, è entrato in contatto con i fili dell’alta tensione. Secondo la procura Flagella «non aveva verificato l’idoneità tecnico professionale del lavoratore e non aveva predisposto il documento unico di valutazione dei rischi», mentre i due tecnici, sempre secondo l’accusa, «non avevano verificato l’idoneità tecnico professionale del lavoratore e se lo stesso fosse o meno in possesso dell’abilitazione per l’utilizzo del macchinario». La perizia tecnica aveva fatto emergere che «la macchina con cestello elevatore aveva due comandi. Poteva essere azionata e risultava perfettamente funzionante». (a.d.a.)
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