Operaio muore folgorato da un cavo

1 Settembre 2023

Vittima Antonio Di Lollo, 46enne molisano: stava tinteggiando la parte esterna di uno stabilimento dell’area artigianale

CASTEL DI SANGRO. Una disattenzione, un gesto sbagliato o una perdita di equilibrio. E forse quel cavo elettrico più vicino del dovuto. Ma questo dovranno essere le indagini a stabilirlo. Una tragica fatalità è costata la vita ad Antonio Di Lollo, operaio 46enne morto fulminato nel primo pomeriggio di ieri, mentre era al lavoro all’esterno di un fabbricato nell’area artigianale di Castel di Sangro, a ridosso della statale 17. «Non ho parole»: è tutto quello che è stato in grado di dire il padre, giunto sul posto poche ore dopo insieme ad alcuni familiari, che ora chiedono di sapere la verità.
L’uomo, risiedeva a Roccaravindola, frazione del Comune di Montaquila in provincia di Isernia, insieme alla compagna e alla figlia di 11 anni. Era titolare di una ditta individuale. Ieri stava tinteggiando una parete esterna dello stabilimento della Flagella, società che si occupa della lavorazione di conserve di pomodoro. Al momento dell’incidente si trovava in altezza, sopra a un cestello elevatore posizionato su un mezzo a noleggio, e stava lavorando da solo. All’improvviso ha urtato con la testa un cavo probabilmente di media tensione, ed è rimasto folgorato da una scarica elettrica.
A lanciare l’allarme per primo è stato un passante. Nel giro di pochissimi minuti si sono precipitati i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro comandati dal maggiore Fabio Castagna. Immediatamente dopo sono arrivati anche i sanitari del 118, che hanno tentato di rianimare Di Lollo, ma purtroppo senza esito: la scarica non gli ha lasciato scampo. Per soccorrerlo era arrivato anche l’elisoccorso, atterrato in prossimità dell’azienda ma rientrato subito alla base.
L’area dove dell’incidente è stata transennata, mentre i carabinieri hanno posto sotto sequestro il mezzo sul quale stava lavorando il 46enne e l’area esterna al capannone. Sul posto, dopo i militari dell’Arma, sono giunti anche gli ispettori della Asl per i rilievi e le indagini che dovranno chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità di terzi. Tra le verifiche da fare, anche quella relativa alla posizione dei cavi urtati dalla vittima. Il coordinamento delle indagini è stato affidato alla procura della Repubblica di Sulmona, che dovrebbe disporre l’autopsia. Per ora è stato aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di omicidio colposo.
Sul luogo della tragedia tra i primi a intervenire anche Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia. «Mi sono precipitato subito sul posto per accertarmi di quanto accaduto», ha raccontato Caruso, «sperando di poter essere d’aiuto. Purtroppo non c’era nulla da fare. Provo un grande dolore nel constatare di persona la morte di un giovane che stava lavorando per la sua famiglia», ha concluso Caruso, «il mio abbraccio e la mia vicinanza vanno, in questo momento, ai familiari».
Parole sulla tragedia sono state spese anche da Daniele Marinelli, segretario del Partito democratico abruzzese: «Mi tocca in modo particolare, ed è purtroppo solo l’ultima di una serie tragica, la morte sul lavoro avvenuta a Castel di Sangro, perché è il mio territorio di origine, dove svolgo attività istituzionale in consiglio comunale», ha affermato Marinelli, «alla famiglia dell’operaio e ai suoi cari la comunità del Pd abruzzese esprime la propria vicinanza. Non dobbiamo abituarci, dobbiamo impegnarci su ogni fronte, a tutti i livelli di governo, per conseguire in modo tangibile standard elevati di sicurezza in tutti i luoghi di lavoro».
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