Operaio precipitato da dieci metri: s’indaga sulla sicurezza nel cantiere

24 Ottobre 2022

Disposta l’autopsia per chiarire se la caduta sia stata accidentale o se sia stata provocata da un malore Il 56enne, residente a Bazzano, stava tinteggiando la facciata di un edificio appena ristrutturato

L’AQUILA. Un malore o una caduta accidentale? Sarà l’autospia a chiarire le cause della morte di Luca Di Virgilio, l’operaio 56enne di Bazzano precipitato da un’impalcatura all’interno di un cantiere a Leonessa, in provincia di Rieti (Lazio).
Cantiere ora posto sotto sequestro per procedere ai rilievi e a tutti gli accertamenti del caso. L’autopsia servirà a chiarire se l’operaio abbia perso l’equilibrio a causa di una malore improvviso oppure se sia scivolato accidentalmente precipitando da un’altezza di circa dieci metri. Inoltre i carabinieri che conducono le indagini stanno cercando di stabilire se nel cantiere siano state rispettate tutte le norme vigenti sulla sicurezza.
Di Virgilio lavorava alle dipendenze dell’impresa edile Scimia Arte e Costruzioni, di Vincenzo Scimia, con sede nella frazione di Bagno. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’operaio edile stava tinteggiando la facciata di un condominio quando, per cause in corso d’accertamento, è precipitato dall’impalcatura.
Un volo da un’altezza di dieci metri che si è rivelato purtroppo fatale per il 56enne. Di Virgilio, infatti, è morto sul colpo. Il suo corpo ormai privo di vita è stato ritrovato solo dopo diverse ore dall’incidente.
La tragedia si è consumata nel complesso ex Alitalia di via Ripa del Corno, alla periferia di Leonessa. Un immobile interessato da lavori di ristrutturazione in seguito ai danni riportati nel terremoto che sei anni fa ha devastato Amatrice e il Centro Abruzzo. I lavori di ristrutturazione erano quasi terminate. Di Virgilio, infatti, era impegnato nella rifinitura della tinteggiatura della facciata prima delle riconsegna del cantiere ai condomini. Quando si è verificato l’incidente il 56enne era da solo. Per questo nessuno si è accorto subito della caduta dell’uomo rimasto a terra diverso tempo prima dell’arrivo dei soccorsi.
Almeno è quanto emerge dalle prime indagini. L’uomo viveva da solo a Bazzano in un alloggio del Progetto Case, in via De Andrè.
Sull’incidente la Procura di Rieti, competente per territorio, ha aperto chiaramente un’inchiesta. Le indagini coordinate dal pubblico ministero Edoardo Capizzi sono affidate ai carabinieri di Rieti, coordinati dal capitano Marco Mascolo.
La salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Rieti dove verrà eseguita l’autopsia. La data dei funerali, non è ancora stata fissata, le esequie verranno celebrate solo dopo il nulla osta del magistrato per la restituzione della salma ai familiari.
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