Operaio si infortuna, tensione in fabbrica
Torna a salire la tensione all’interno dello stabilimento della Magneti Marelli, dopo l’infortunio di un lavoratore. L’incidente, fortunatamente non grave, riaccende le polemiche nella fabbrica che...
Torna a salire la tensione all’interno dello stabilimento della Magneti Marelli, dopo l’infortunio di un lavoratore. L’incidente, fortunatamente non grave, riaccende le polemiche nella fabbrica che conta 636 dipendenti. La Fiom-Cgil, infatti, torna a denunciare il caso dei macchinari obsoleti e dei carichi di lavoro.
«Un lavoratore ha subìto un infortunio per ripristinare un macchinario che, come tutti quelli dell’officina, in otto ore produce più pezzi in virtù di un ripristino manuale e non automatico come invece dovrebbe essere», denuncia Alfredo Fegatelli, segretario della Fiom - Cgil. «Qui ci sono macchinari obsoleti che, in sostanza si inchiodano ad ogni ciclo. Ragione per la quale i lavoratori sono costretti ad intervenire manualmente in modo non sicuro esponendosi al continuo rischio di infortunio». Secondo il sindacato questa situazione metterebbe a rischio oltre all’incolumità dei singoli operai, anche il destino dello stabilimento stesso.
«Il protrarsi di questa situazione non solo danneggia i lavoratori fisicamente, ma potrebbe mettere a rischio anche il futuro dello stabilimento e di conseguenza di tutti i lavoratori», aggiunge Fegatelli. «Chiediamo ai lavoratori dello stabilimento di opporsi alle pressioni dei loro superiori i quali son o concentrati sul numero dei pezzi da fare a tutti i costi, anche a discapito della sicurezza e dell’incolumità dei dipendenti». (f.p.)
«Un lavoratore ha subìto un infortunio per ripristinare un macchinario che, come tutti quelli dell’officina, in otto ore produce più pezzi in virtù di un ripristino manuale e non automatico come invece dovrebbe essere», denuncia Alfredo Fegatelli, segretario della Fiom - Cgil. «Qui ci sono macchinari obsoleti che, in sostanza si inchiodano ad ogni ciclo. Ragione per la quale i lavoratori sono costretti ad intervenire manualmente in modo non sicuro esponendosi al continuo rischio di infortunio». Secondo il sindacato questa situazione metterebbe a rischio oltre all’incolumità dei singoli operai, anche il destino dello stabilimento stesso.
«Il protrarsi di questa situazione non solo danneggia i lavoratori fisicamente, ma potrebbe mettere a rischio anche il futuro dello stabilimento e di conseguenza di tutti i lavoratori», aggiunge Fegatelli. «Chiediamo ai lavoratori dello stabilimento di opporsi alle pressioni dei loro superiori i quali son o concentrati sul numero dei pezzi da fare a tutti i costi, anche a discapito della sicurezza e dell’incolumità dei dipendenti». (f.p.)

