Operaio tradito da un prestito di soldi

Il movente economico spunta dagli interrogatori, sentito anche chi ha eseguito i lavori edili da lui. L’ipotesi: cani narcotizzati
L’AQUILA. Il movente economico si conferma quello più accreditato dagli investigatori del Reparto operativo dei carabinieri nelle indagini per scoprire chi ha massacrato Paolo D’Amico nella sua casa di Barisciano.
Dopo aver ascoltato i familiari del 55enne operaio dell’Asm, madre e fratello, ma anche altri testimoni, sembra che un prestito non onorato potrebbe essere alla base dell’omicidio.
L’uomo, infatti, aveva un regolare stipendio, ma non si esclude che ci possa essere stata qualche inadempienza che possa aver fatto inalberare i suoi ipotetici creditori al punto da passare alle maniere forti. Anche se si parla, comunque, di somme non molto consistenti. Possibile che ci sia stato un blitz nella sua abitazione per parlare di soldi e che una lite si sia trasformata nell’aggressione fatale. I movimenti bancari al vaglio dei carabinieri potranno essere decisivi nel corroborare questa pista.
Di pari passo, sempre in tema di movente economico, sono stati ascoltati, nella veste di persone informate sui fatti, coloro che hanno svolto i lavori edili nella casa in legno di Barisciano.
Una casa abbastanza grande dove, comunque, la vittima dell’omicidio voleva comunque vivere da solo.
Resta comunque la considerazione che D’Amico conoscesse coloro che poi lo hanno ucciso. E che i cani, tra i quali due pastori abruzzesi, non abbiano tentato di azzannare gli assassini al momento dell’aggressione. Un contributo in tal senso è stato fornito dalla madre della vittima, la quale ha raccontato che quando è giunta sul luogo, dopo il delitto, i cani sembravano intontiti e poco reattivi. Il contrario di quanto era avvenuto, in precedenza, in occasione di altre visite. Da lì a pensare che gli animali siano stati narcotizzati prima dell’ingresso in casa non è ipotesi campata in aria. Le indagini sono ancora contro ignoti. La parte lesa è assistita dagli avvocati Francesco e Antonio Valentini.
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