Opere d’arte liberate dal guano di piccione dopo dodici anni

24 Giugno 2021

San Demetrio, tele prelevate dalla chiesa dell’Annunziata in attesa dei restauri. Edificio sacro da mettere in sicurezza

L’AQUILA. Ci sono voluti 12 anni, ma è stato finalmente compiuto il primo passo verso la ricostruzione di una delle 10 chiese di San Demetrio ne’ Vestini: quella della Santissima Annunziata, nota alle cronache per essere coperta quasi completamente dal guano dei piccioni. Una squadra dei vigili del fuoco, insieme ai tecnici della Soprintendenza, del Segretariato e al Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, infatti, ha prelevato e messo in salvo 4 tele e 3 statue dall’interno della chiesa. Un’operazione necessaria prima dell’intervento di messa in sicurezza, prevista nei prossimi mesi grazie a un finanziamento ministeriale di 300.000 euro. «Si tratta di fondi che si aggiungono al finanziamento Cipe di 10 milioni: 6 destinati alla chiesa della Madonna dei Raccomandati, tre alla parrocchiale di San Demetrio martire e uno per quella dell’Annunziata», spiega il sindaco Antonio Di Bartolomeo. «Questo primo intervento è un risultato importantissimo per tutta la comunità che si è spesa per salvare i nostri edifici religiosi». Dopo le numerose segnalazioni degli abitanti, e in primis di Annunziata Cardaci, che aveva contattato tutti gli enti per chiedere un intervento, infatti, si è tenuta una riunione alla presenza di Nicola Macrì, dirigente del Segretariato regionale, dell’architetto Augusto Ciciotti, dell’assessore di San Demetrio Sandro Filauro e di un rappresentante del comitato ricostruzione chiese. A un successivo incontro ha partecipato anche la deputata Pd Stefania Pezzopane, che ieri ha commentato: «Abbiamo sollecitato interventi seri. Felice che si sia mosso qualcosa di importante». Quanto recuperato sarà affidato alla Curia. In particolare, tra le opere salvate c’è anche la tela dell’Annunciazione di Luigi Velpi, del 1730, discepolo del più noto De Mura: l’opera forse più danneggiata dal guano e quella di maggiore pregio. L’edificio religioso di origini quattrocentesche, a villa Cardabello, conserva al suo interno opere pittoriche e scultoree di valore. Tra queste un coro, un organo funzionante fino al 2009 e un Sant’Emidio che sostiene su una mano il paese, databile 1700/1800. Per porre sotto i riflettori il problema, da qualche anno è nato il comitato San Demetrio Futuro. «Sono molto contenta che opere di pregio siano state sottratte al degrado, ma ce ne sono ancora altre da mettere in salvo, come la statua lignea troppo pesante per essere trasportata. Inoltre non sappiamo che fine faranno gli arredi», ha commentato Cardaci. «Ci auguriamo che presto un secondo intervento possa recuperare quanto resta. Speriamo che queste opere siano presto esposte alla cittadinanza e non rimangano dimenticate nei depositi».