Opposizione all’attacco su condono e frazioni

Il centrosinistra critica le prime mosse dell’amministrazione guidata da Biondi Mancini (L’Aquila sicurezza lavoro): «Soltanto propaganda elettorale»
L’AQUILA. «Il condono fiscale? Un flop. La macrostruttura comunale? Un piano costruito su misura per Biondi e Liris. E, in quanto ad Arischia, la delibera varata il 2 ottobre scorso non farà altro che rallentare, e non velocizzare come qualcuno vuol far credere, la ricostruzione delle case danneggiate dal sisma». Questa l’analisi impietosa dell’opposizione di centrosinistra (per l’occasione rafforzata anche dalla presenza di Carla Cimoroni di Coalizione sociale) sui provvedimenti assunti dalla giunta Biondi. Nel mirino dei consiglieri d’opposizione, che ieri hanno tenuto una conferenza stampa, soprattutto la delibera per la “definizione agevolata delle controversie tributarie”, ovvero una sorta di condono per le tasse comunali non pagate. Un provvedimento che, secondo le aspettative dell’amministrazione, avrebbe dovuto riportare nelle casse del Comune 2 milioni e mezzo di euro dei circa 3,5 dovuti da imprese e cittadini morosi.
«Ma così non è stato», ha spiegato Angelo Mancini (L’Aquila sicurezza e lavoro) ricordando che «a causa dell’emendamento voluto proprio dal sindaco Biondi, che ha fissato un tetto massimo di 25mila euro, le adesioni al condono sono state solamente due: una di una cooperativa, per un importo di 13mila euro, e l’altra di un privato che deve pagare appena 200 euro. Un risultato che si commenta da solo. Si è trattato solo di propaganda elettorale. Il Comune incasserà solo spiccioli con i quali non si riuscirà a pagare neppure il lavoro delle commissioni, del consiglio e degli uffici impegnati in questa “grande operazione”. Nel momento in cui si recepisce una legge nazionale non si può fissare un tetto solo per frenare le controversie interne alla maggioranza. Avevamo avvertito la maggioranza che con le modifiche apportate l’atto sarebbe stato inutile e così è stato. Le “posizioni” importanti, tre delle quali da sole si aggirano complessivamente sui 2 milioni di euro, sono state tagliate fuori dal provvedimento».
Quindi la riorganizzazione della macchina comunale annunciata l’altro giorno dal primo cittadino. «La nuova macrostruttura» ha tuonato Giustino Masciocco (Mdp), «serve solo a creare un cerchio di fuoco intorno a Biondi. È una riorganizzazione che calza a pennello solo per il sindaco e l’assessore Liris. Ora aspettiamo il “bello” sul balletto delle lauree per gli amministratori delle partecipate e per i componenti della giunta, a questo punto sindaco incluso».
Il centrosinistra ha poi attaccato la giunta anche sulla recente delibera per la ricostruzione di Arischia, «che», ha spiegato Stefano Palumbo (Pd) ribadendo quanto già espresso in commissione, «non solo non velocizzerà la ricostruzione della frazione ma, riagganciando le demolizioni e le altre operazioni di messa in sicurezza alle istruttorie dell’Usra, produrrà l’effetto contrario». Elia Serpetti (Il passo possibile) ha parlato di «spot da campagna elettorale», di una marcia indietro rispetto alla delibera del 5 gennaio scorso della giunta Cialente. «Non si parla più dei 500mila euro previsti per la sistemazione dei 24 alloggi della piastra 3 del Progetto Case», ha aggiunto. «E la gente di Arischia, rientrata e poi costretta a lasciare di nuovo le case, continua ad attendere tempi migliori. Il problema è che questa giunta sta facendo solo operazioni di facciata». (m.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

