Opposizione: sindaco irresponsabile

I consiglieri D’Eramo, Colonna, Imprudente e Ferella: da ora in poi scontro duro con la maggioranza
L'AQUILA. Dissenso e stop a mediazioni o buone maniere, a quella che viene definita "opposizione responsabile". L'opposizione consiliare decide di cambiare metodo e intraprendere un corso nuovo nei confronti dell'amministrazione Cialente, che con la sua azione di governo «inefficiente, pressappochista e irresponsabile» sta «affossando L'Aquila, una città che era un'oasi felice diventata «a cinque anni dal sisma, un cumulo di macerie, una specie di Pompei deserta e resa ancora più triste dal bivacco senza controllo di cui è teatro nelle ore notturne». Ad annunciare che da oggi in poi in consiglio comunale sarà battaglia dura sono stati ieri i consiglieri Luigi D’Eramo e Vito Colonna per Prospettiva 2022, Emanuele Imprudente per L’Aquila città aperta e Daniele Ferella per Tutti per L’Aquila, stanchi di vedere snocciolare dall'amministrazione una serie di iniziative e progetti "vuoti" che portano a "spreco di risorse pubbliche e all'acuirsi di una crisi occupazionale ed economica accentuata dalle conseguenze del terremoto". A fare traboccare il vaso della pazienza dei consiglieri d'opposizione di centro destra, è la chiusura a confronti e mediazioni da parte dell'amministrazione e in particolare del sindaco, Massimo Cialente, su questioni note. «Sono stati investiti milioni di euro di denaro pubblico per un Aeroporto da cui sarebbero dovuti transitare, a oggi, 100mila passeggeri, e da cui, invece, sono partiti due voli con sette persone a bordo» spiegano i consiglieri. C'è poi il capitolo scuole: «Non si trovano i soldi per rifare le scuole, in oltre cinque anni l’amministrazione ha prodotto un solo progetto con bambini che non sanno ancora come è fatta una scuola vera». Un altro aspetto, uno dei più pesanti su cui si sta consumando anche un duro scontro tra amministrazione e cittadini e che rischia di portare al default il Comune, è la gestione del patrimonio immobiliare provvisorio post-sisma. «I soldi non si trovano neanche per fare la manutenzione al progetto Case, che cade letteralmente a pezzi» proseguono i consiglieri «mentre si chiede agli inquilini di pagare i propri consumi con calcoli basati sull'assurdo». Altra questione che rimane a oggi in attesa di soluzione è quella dell'Accord Phoenix. «Secondo il sindaco doveva aprire a luglio» aggiungono «e invece, dopo una serie di conferenze stampa e annunci plateali, non se ne sa nulla mentre i lavoratori vivono nella paura di non sapere come mantenere le loro famiglie». E' di fronte a tutto questo che i consiglieri di centrodestra sentono l’esigenza di «cambiare le cose, portare avanti il dissenso, ascoltare e dare voce a quei cittadini che non si sentono rappresentati da questa amministrazione». Via, dunque, ad assemblee e incontri pubblici, confronti con i cittadini, con i comitati e con gli organi di rappresentanza nati spontaneamente dopo il sisma.
Marianna Gianforte

