Ora c’è timore per il ponte Belvedere

Dopo Genova sono in allarme i residenti che abitano nell’edificio sotto la campata. L’opera realizzata tra il 1966 e il ’67
L’AQUILA. Nel 2016 ha compiuto 50 anni dalla costruzione (1966). I segni del tempo sono stati messi in evidenza dal terremoto del 6 aprile 2009 e dagli altri due del 2016 e 2017. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, c’è preoccupazione in città da parte delle trenta famiglie che abitano l’edificio che sorge proprio sotto al ponte Belvedere.
Per sgombrare il campo dagli equivoci, la palazzina, prima destinata a case popolari, è stata costruita nel periodo di Mussolini, nel 1930, e non ha subìto alcun danno dal terremoto del 2009, né dagli altri seguenti. Tanto che è stato uno dei primi palazzi a essere ripopolato a poca distanza dal sisma. Qundo il ponte è stato costruito nel 1966 sopra all’edificio, per unire le due colline e collegare la parte Est con quella Ovest dell’Aquila, fu progettato dagli ingegneri Aldo Arcangeli, Enrico Lenti e Emilio Tomassi, e realizzato dall’impresa aquilana di Pasquale Martella.
Dopo il crollo di Genova e la tragedia che ne segue, c’è apprensione da parte delle famiglie che abitano proprio sotto il ponte Belvedere (o di via XX Settembre). Hanno invitato il Comune a eseguire rilievi e controlli alla struttura, che è rimasta come quel 6 aprile 2009. Anzi, è peggiorata perché sono venuti fuori ferri arrugginiti e sulla campata cresce la vegetazione e ci sono molte infiltrazioni di acqua piovana.
Ma al Comune sono tranquilli, perché la struttura ha resistito molto bene al terremoto e ci sono già state le verifiche statiche e strutturali dal parte del Dipartimento di Ingegneria dell’Università dell’Aquila. Ed è nella fase conclusiva – subito dopo l’estate – il progetto esecutivo, propedeutico alla gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori di consolidamento e della ricostruzione della campata in acciaio. Il ponte, dunque, non verrà abbattuto e ricostruito, ma consolidato. «Con il sisma del 2009 il ponte ha subìto una lesione di taglio e lo spostamento lieve del sistema di appoggio. Ora si è entrati nella fase delle indagini dei materiali e delle fondazioni, dopo quelle eseguite dall’Università dell’Aquila. Finito questo step, si passerà alla progettazione, prima definitiva e poi esecutiva, che è stata affidata allo Studio Romolini, di Sansepolcro, che si è aggiudicato lo studio di sicurezza e progettazione», afferma l’assessore comunale alle Opere pubbliche, Guido Liris. «Occorreranno circa due mesi per la fase conclusiva della progettazione, poi ci saranno 15 giorni per la verifica e il Comune potrà partire con l’aggiudicazione della gara d’appalto dei lavori». La durata dovrebbe essere di circa due anni.
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